“Catechetica” di Luciano Meddi

Luciano Meddi, Catechetica, EDB, Bologna 2022, pp. 272.

 

Descrizione

Per tutto il XX secolo la catechesi e la sua riflessione scientifica – la catechetica – hanno ricercato le vie più adatte per collaborare alla conversione missionaria. Una conversione richiesta dall’evidente trasformazione del ruolo della religione nelle culture contemporanee, soprattutto in Europa. Di conseguenza anche la formazione cristiana è stata invitata a rinnovarsi nel metodo, nell’annuncio, nella relazione con le culture, nel processo di proposta e iniziazione cristiana.
Il concilio Vaticano II ne ha sollecitato diversi approfondimenti, che riguardano l’educazione dei cristiani, l’annuncio permanente della fede, l’accompagnamento della sua maturità, l’inserimento vivo dei battezzati nella Chiesa. Questi approfondimenti hanno seguito le diverse stagioni della receptio conciliare. Dapprima si è proposta la catechesi evangelizzatrice con lo scopo di dare nuovo alimento alla tradizione e alla vita di fede delle comunità cristiane; successivamente si è preferito un impianto missionario finalizzato a dare sostegno alla nuova evangelizzazione per rafforzare la domanda di sacramento. Oggi si è alla ricerca di una visione che si concentri soprattutto sui processi interiori e spirituali della persona a cui si rivolge il messaggio cristiano.
Il volume si colloca in una collana di testi rigorosi e agili a un tempo, rivolti soprattutto al pubblico di università, facoltà teologiche, istituti di scienze religiose e seminari.

 

Sommario

Abbreviazioni e sigle.

Introduzione. I molti nomi della catechesi.

1 La nascita della catechesi contemporanea.

  1. L’educazione dei cristiani nei diversi post-concilio.
  2. La proposta catechetica italiana.
  3. Il compito della catechesi nella missione della Chiesa.
  4. Teologia della catechesi: lasciar operare lo Spirito di Dio.
  5. Antropologia catechetica: il ruolo della persona e i suoi dinamismi.
  6. Il contesto ecclesiale della catechesi.
  7. L’itinerario della catechesi.
  8. La comunicazione del messaggio.
  9. L’accompagnamento per la risposta di fede.
  10. La mistagogia e formazione della vita cristiana.
  11. L’iniziazione cristiana dei ragazzi.
  12. Le pratiche catechistiche.

 

Note sull’autore

Luciano Meddi è professore ordinario di Catechesi missionaria alla Pontificia Università Urbaniana e professore invitato all’Università Pontificia Salesiana.

Con EDB ha pubblicato: Ridire la fede in parrocchia. Percorsi di evangelizzazione e di formazione (2010).

Tra le sue pubblicazioni recenti: Il cammino di fede. Riorganizzare la catechesi parrocchiale (Elledici 2016); La catechesi oltre il catechismo. Saggi di catechetica fondamentale (Urbaniana University Press 2018); Il Primo Annuncio. Questione di narrazioni e di racconti (Elledici 2019).

 

Educazione alla cittadinanza e al dialogo interreligioso

Il pluralismo religioso è una dimensione della nostra società multiculturale di cui la scuola italiana può esserne lo specchio. L’insegnamento
della religione come elemento sociale può divenire un percorso per un’educazione alla cittadinanza e, come elemento personale, può essere una strada per formare al dialogo.
Questo volume, rivolto ad educatori, docenti (in specie di religione) e studiosi del fenomeno della multireligiosità, ha cercato di cogliere
alcune peculiarità della sfida culturale del pluralismo religioso nella scuola italiana.
All’interno del testo è esaminata la questione della religious education in un’ottica europea e nell’interpretazione che ne è data nel nostro paese. Vengono poi rintracciate alcune buone prassi portate avanti nella scuola secondaria di secondo grado e nell’ultima parte si presentano
sei studi caso su alcuni progetti didattici che hanno affrontato il tema del pluralismo religioso.
Il volume si conclude con una proposta per l’oggi per affrontare la multireligiosità in chiave interculturale.

Educazione alla cittadinanza e al dialogo interreligioso

 

Carlo Macale, Dottore di Ricerca in Studi Umanistici (indirizzo Scienze
dell’Educazione) è assegnista di Ricerca presso l’Università degli Studi di Roma
“Tor Vergata” con il sostegno della Fondazione Intercultura Onlus e docente a
contratto presso la stessa università. Ha partecipato come relatore a convegni
nazionali e internazionali. Ha preso parte a diverse ricerche accademiche ed è
autore di varie pubblicazioni scientifiche di natura pedagogica.

L’incontro con Gesù di Nazaret. Orizzonte educativo dell’esperienza cristiana

Questo incontro con Gesù di Nazaret, benché presenti al suo interno questioni teologiche e religiose, si muove in funzione del rapporto fra l’esperienza e l’educazione o, meglio ancora, cerca di segnalare quei dinamismi e processi che, arricchiti dalla relazione con il Nazareno, conducono a un’autentica crescita e maturazione della persona. L’assunto, pur essendo fondamentale nella vita cristiana, non ha ottenuto una sufficiente attenzione da parte degli studiosi. Non è una questione certamente semplice. Si tratta di un argomento complicato anzitutto perché la relazione attuale con Gesù sarà sempre un qualcosa di inconsueto: l’incontro non è un mero ricordo, come quello che dedichiamo ai grandi personaggi della storia; non è neanche il rapporto normale che possiamo avere con le persone vive del nostro ambiente. A ciò possiamo aggiungere anche un’altra piccola complicazione: la vita e le parole del Nazareno sono inevitabilmente oggetto di una lettura e comprensione diverse a seconda della socio-cultura di ogni momento storico. Ebbene, presupposti di questo genere determinano le scelte tematiche e metodologiche del testo. Riguardo le prime, si deve garantire, da una parte, il realismo; dall’altra, la consistenza e significatività dell’incontro e del rapporto odierni con Gesù, il Cristo. Ecco perché le seconde: il metodo dell’analisi interdisciplinare ed ermeneutico (antropologia, educazione e teologia sono gli ambiti fondamentali del dialogo interdisciplinare); e la scelta delle «categorie-guida» (Incontrocredibilità e radicamento esperienzialeIncarnazioneragionevolezza e aggancio antropologicoRelazionesenso salvifico verifica prassica).

In definitiva, ogni esperienza relativa all’incontro e al rapporto con Gesù di Nazaret, il Cristo, deve essere considerata e va educata all’interno dei dinamismi della crescita personale e comunitaria. Tale conclusione è decisiva proprio perché tuttora una delle questioni principali della pastorale e della catechesi consiste nel considerare se e in quale misura l’educazione alla fede sia intimamente connessa alla maturazione umana oppure se si tratta di due realtà diverse, autonome, quando non addirittura contrapposte.

José Luis Moral, attualmente professore nella Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università Pontificia Salesiana di Roma, è stato Direttore dell’Istituto Superiore di Teologia «Don Bosco» di Madrid e della rivista di pastorale giovanile «Misión Joven». Alcune delle sue ultime pubblicazioni: Ciudadanos y cristianos. Reconstrucción de la Teología Pastoral como Teología de la Praxis Cristiana (Madrid, 2007); Giovani senza fede? Manuale di pronto soccorso per ricostruire con i giovani la fede e la religione (Leumann, 2007); Giovani, fede e comunicazione. Raccontare ai giovani l’incredibile fede di Dio nell’uomo (Leumann, 2008); Giovani e Chiesa. Ripensare la prassi cristiana con i giovani (Leumann, 2010). Questo «incontro con Gesù di Nazaret» si pone in continuità con un’altra pubblicazione precedente (Ricostruire l’umanità della religione, Las, Roma 2014) dove si cercava di delineare alcuni tratti fondamentali dell’«orizzonte educativo dell’esperienza religiosa».

L’incontro con Gesù di Nazareth pdf

Le scuole salesiane a Torun. Storia, educazione e formazione religiosa

La pubblicazione – Le scuole salesiane a Torun. Storia, educazione e formazione religiosa – è una tra le poche e la più approfondita, che ripercorre la storia dell’educazione contemporanea nelle istituzioni salesiane. Essa analizza la situazione della scuola salesiana in Polonia ai giorni d’oggi. Il libro descrive lo sviluppo storico-pedagogico della formazione salesiana in terra polacca. La congregazione diventando un “movimento educativo a livello mondiale” ha trovato nelle scuole cattoliche in Polonia un terreno fertile per applicare il sistema preventivo, che favorì il sorgere di numerose scuole popolari, professionali e licei scientifici che adattarono tale metodo educativo-formativo alla realtà sociale. Gli obiettivi educativi si realizzavano attraverso attività di animazione, di direzione e di coordinamento in un lavoro comune. Nel processo pedagogico si privilegiò un approccio didattico e un insegnamento individuale favorendo i rapporti interpersonali, e una molteplicità di iniziative formative.

La presente pubblicazione ha inteso presentare la pedagogia della scuola salesiana come proposta orientativa per un’educazione moderna in altri tipi di scuole. Nella riflessione si fa riferimento alla dimensione antropologica della pedagogia cristiana indicandone sia la teoria sia la pratica. Il successo formativo fu raggiunto nella piena partecipazione e collaborazione di tutti i soggetti della scuola – direzione, insegnanti, alunni e genitori – che consentì di attuare le metodologie innovative e di soddisfare anche le richieste dell’ambiente esterno.

La pubblicazione è suddivisa in quattro capitoli, ciascuno dei quali delinea rispettivamente la storia della scuola salesiana di Torun, i soggetti educativi (insegnanti, allievi, genitori) la formazione religiosa e le specificità educativo-didattiche. La narrazione si concentra sugli aspetti più importanti dell’istituzione scolastica e sul suo funzionamento per offrire al lettore informazioni rilevanti su una delle numerose scuole gestita dai Salesiani. 

Mirosław Stanisław Wierzbicki (Mirek)

 

L’ospite inatteso

“Grazie di aver pensato a L’ospite inatteso. Il titolo resta suggestivo: parla di una presenza che lo studente, nell’età fervida dell’adolescenza, presagisce e, nei momenti migliori, addirittura attende. Il testo che ti proponiamo tende a sostenere e ad alimentare l’attesa. Nella nostra intenzione la parola chiave è ricerca, scandita con coerenza e rispetto dei ritmi scolastici in momenti successivi. Il primo momento incrocia l’esperienza; aiuta l’adolescente a decifrarla: riteniamo che sia motivo di soddisfazione ripercorrere il proprio vissuto ed esplorarlo. Il secondo momento dilata l’orizzonte delle conoscenze: suscita il confronto, induce a riflessione, tende a consentire allo studente l’elaborazione di una propria opinione motivata. Il terzo momento porta al confronto con le fonti, scelte con accuratezza; semplici dapprima, man mano più impegnative sia nel riferimento sia nella presentazione, fino a sollecitare negli ultimi anni un’interpretazione rigorosa dei temi fondamentali per l’apprendimento della disciplina.

L’ospite inatteso è nato nell’ambito della ricerca universitaria, di sua natura impegnata a una verifica esigente delle metodologie di riferimento: la Facoltà di Scienze dell’Educazione (sic!), di cui l’Istituto (sic!) fa parte, privilegia per l’IRC il processo ermeneutico per garantire le competenze specifiche della Disciplina. La collaborazione di molti amici – e forse anche la tua – in questi ultimi anni ci ha consentito di mettere a punto una strategia pedagogico-didattica costantemente vagliata e verificata in ambito concreto scolastico, soprattutto nelle scelte dei documenti qualificanti del processo di apprendimento.

Ci auguriamo di incontrare la tua piena soddisfazione. E un’ultima importante annotazione: ci risulta prezioso il dialogo con te a conferma puntuale dell’impatto educativo e a verifica sul campo delle scelte operate”.

(Dalla «Premessa»-prologo del libro, pp. 5-6).

 

Le caratteristiche e la struttura del testo

VOLUME UNICO IN DUE PARTI: il testo si compone di un volume unico ed è suddiviso in due parti:

1. primo biennio; 2. secondo biennio e quinto anno.

1. Il PRIMO BIENNIO consente l’approccio alle problematiche adolescenziali che riguardano la conoscenza di sé, la relazione con gli altri, il senso dell’esistenza. Esse portano lo studente al confronto con la dimensione religiosa, quella cristiana e cattolica in particolare. La proposta didattica fa proprio il vissuto dell’adolescente.

2. Il SECONDO BIENNIO individua i principali nuclei tematici della religione cristiana, Dio, Gesù Cristo, la Chiesa, le Religioni, e li interpreta con rigore in una prospettiva di confronto col contesto pluridisciplinare e con una metodologia interdisciplinare.

Il QUINTO ANNO stimola la responsabilità morale. I grandi temi dell’esperienza morale sono pensati come naturale espansione della consapevolezza matura che lo studente va acquistando.

 

 NUCLEI TEMATICI: ciascuna delle due parti si suddivide in nuclei tematici, che elaborano i principali temi della religione cristiana e puntano alla maturazione di una specifica competenza religiosa identificata con riferimento alle nuove Indicazioni Nazionali.

• Nuclei del primo biennio: L’identità degli adolescenti, Quale Dio?, La storia di un incontro, Gesù di Nazareth, La Chiesa, Chiamati a responsabilità

• Nuclei del secondo biennio e del quinto anno: Dire Dio + Espansioni morali, Gesù salvezza dell’uomo + Espansioni morali, Chiesa. un popolo in cammino + Espansioni morali, Le religioni nelle società e nelle culture

 

UNITÀ DI APPRENDIMENTO: ciascun nucleo tematico si sviluppa in Unità di apprendimento.

• Le Unità del primo biennio si strutturano nei seguenti passaggi: La mia esperienza, Per capirci, Per orientarci, Il racconto, Integrazioni online

• Le Unità del secondo biennio e del quinto anno si strutturano nei seguenti passaggi: La mia esperienza, Quale interpretazione?, Ritorno alle fonti, Il racconto, Verifica e valutazione, Integrazioni online.

 

Il percorso didattico

FASI DELLE VARIE UNITÀ: la prospettiva pedagogico didattica che il testo assume si svolge secondo fasi che si ripetono nelle varie unità:

• LE DOMANDE ESISTENZIALI: a partire dalle domande soggiacenti all’esperienza di vita dello studente, si avvia un processo di apprendimento che intende far emergere la domanda esistenziale che lo studente spesso inconsapevolmente porta in sé;

• UNA DOMANDA MIRATA: gli interrogativi si precisano e divengono una domanda circostanziata e mirata;

• LA COSTRUZIONE DELLA RISPOSTA: il processo è accompagnato dal docente e sostenuto dal testo, ma deve essere compiuto dallo studente lavorando insieme ai suoi compagni;

• UNA DOCUMENTAZIONE ADEGUATA: attraverso il confronto con la documentazione offerta dal testo e arricchita dal docente e dalla ricerca personale, ciascuno studente costruisce la sua risposta fondata e motivata;

• LA COMPETENZA RELIGIOSA: la risposta viene confrontata con l’esperienza di vita attraverso un compito autentico, per verificare e valutare se lo studente ha maturato un livello di competenza religiosa capace di rispondere alle provocazioni della vita reale.

PERNI DEL PROCESSO DIDATTICO. Sono quattro, in sintesi:

1. ESISTENZIALE: si parte dalle esperienze qualificanti che caratterizzano la condizione di vita che lo studente attraversa: relazione, identità, orientamento, senso, affettività ecc.

2. ERMENEUTICO: si avvia un processo di svelamento e consapevolezza.

3. COSTRUTTIVO: lo studente costruisce la risposta attraverso il lavoro su documenti religiosi.

4. COLLABORATIVO: il lavoro di costruzione della risposta viene fatto insieme ai compagni in un confronto aperto e creativo.

 

Nei Materiali per il Docente: suggerimenti per la programmazione didattica, documenti utili all’approfondimento, schede di verifica e pagine per l’utilizzo del ricco materiale multimediale in dotazione.

 Sono inoltre disponibili i seguenti contenuti digitali nell’eBook+:

• 32 filmati dedicati ai seguenti argomenti:

◦ la liturgia nei luoghi santi attraverso la testimonianza dei Francescani di Gerusalemme;

◦ ecumenismo, attualità religiosa e pluralismo; archeologia e cultura;

◦ attività missionarie e di testimonianza

• Pagine digitali integrative per i principali argomenti del testo

• Schede interattive dedicate agli Apostoli, con letture audio integrali, gallerie d’immagini e percorsi iconografici

• Schede interattive dedicate alla Cappella degli Scrovegni con commento artistico, storico e teologico

• Schede interattive dedicate agli affreschi della Cappella Sistina e ai rapporti tra l’immagine e la Parola

• Schede interattive dedicate ad arte, letteratura, musica e cinema in rapporto con i percorsi di pellegrinaggio

• Video sulla storia del Tempio di Gerusalemme e sulla città ai tempi di Gesù, con ricostruzioni in 3D

• Schede interattive sulla vita di Cristo attraverso i capolavori dell’arte

 

La Formazione di base per i catechisti

Una formazione che non evolve, che non tiene conto dei mutamenti in corso, ha come conseguenza la preparazione di catechisti abilitati solo per interventi generici e comunque obsoleti rispetto alle attuali necessità. Si avverte il bisogno di percorrere nuove vie ma si fatica a intuire la direzione verso cui muoversi. E’ tuttavia una ponderazione necessaria, perché la scelta del modello formativo non è mai neutra.
In questo contesto si inserisce il presente studio che offre delle riflessioni teoriche e indicazioni operative stimolanti. Un primo elemento significativo è costituito dal ricorso a tutte e tre le dimensioni che animano la catechesi, quella teologica, pedagogica e comunicativa, strettamente intrecciate per dar vita a un quadro teorico capace di sostenere poi l’impianto formativo proposto.
I punti di riferimento interessano quattro orizzonti: antropologico, ecclesiologico, culturale e comunicativo. In particolare, vi si trovano enfatizzati: la visione di uomo fondamentalmente aperto alla Parola Rivelata, costitutivamente relazionale, in tensione permanente verso la maturità; il “noi ecclesiale”, in una comunità ermeneutica che assume il Crocifisso come propria identità; l’urgenza di abitare la modernità in modo ermeneutico, cioè libero ma responsabile; la comunicazione rituale empatica e lo stile del farsi accanto, tipico di micro-comunità empatiche.
Sulla base di questi presupposti, trovano un originale sviluppo i concetti di catechesi come circolarità comunicativo-educativa, esaminato a livello di processo catechistico, di strutturazione dei contenuti e di rapporto tra i soggetti dell’atto catechistico, e diapprendimento trasformativo, caratterizzato dalla centralità dell’educando e della dimensione esperienziale.
Un altro elemento qualificante è dato dall’opzione di pensare la formazione in termini di “competenze”. Questa scelta sottolinea la necessità di andare oltre l’approssimazione con cui ancora frequentemente si risolve la formazione degli operatori pastorali. Alle tre classiche dimensioni della formazione (essere, sapere e saper fare) e a quella ormai acquisita nel mondo della formazione ecclesiale del “saper stare con”, viene aggiunta una quinta “macro-competenza”, quella del “saper stare in”. Quest’ultima competenza, che ruota intorno al concetto di inculturazione, è un primo tentativo coraggioso di attirare l’attenzione su una nuova dimensione della formazione, una intuizione “promettente” seppure bisognosa di ulteriore elaborazione.
Per quanto riguarda le linee generali per una proposta formativa, nelle pagine del libro sono condensate le migliori intuizioni dell’attuale riflessione catechetica sulla formazione. Le scelte di metodo sono quattro: il gruppo di formazione inteso come micro-comunità empatica di pratica; il modello formativo del laboratorio, suggerito nella Nota pastorale del 2006, realizzato però in forma “mitigata”; il “Progetto Personale di Formazione”, con le finalità di monitorare, valutare e orientare l’attività formativa; l’equipe dei formatori, che mette in campo un atteggiamento di cura qualificante e promovente l’autoformazione dei catechisti.
Si è di fronte a un lavoro non “buono” – nel senso di accomodante – ma “provocante”, per le tesi che vi sono sostenute. Il testo si limita a presentare elementi teorici, ma l’Autore da anni sta sperimentando con esisti incoraggianti nella vita concreta della sua Diocesi l’applicazione pratica delle sue riflessioni e intuizioni. Auguriamo che in una prossima pubblicazione possa offrire pure il risultato di questa esperienza positiva, nella consapevolezza che – al di là di tutto – è dai “frutti” che si verifica la qualità dell’albero (Mt 7,16-20).

La via del cuore. Una segnaletica per educare LDC, Leumann (TO) 2014

“Nell’attuale situazione di difficoltà educativa, chi vuole ricollegare il filo che riavvicina le generazioni in questa nuova cultura del provvisorio e dell’effimero, e a cui sta a cuore l’avvenire dei giovani della società, da dove dovrebbe partire? Esiste una segnaletica in cui collocare oggi un nuovo processo di educazione che porti verso la maturazione umana e religiosa della persona? Come può diventare possibile l’educare, se sono venuti a mancare i parametri tradizionali…?” (p. 9).

Ecco alcune delle domande a cui cerca di rispondere l’ultimo libro di Giuseppe Morante. Il cuore delle riflessioni muove dall’analisi della situazione e offre le condizioni di marcia: educazione come compito, emergenza, sfida. Un compito primario per la società che sempre porta con sé fatica e difficoltà. Difficoltà che, tuttavia, oggi sono particolari a motivo della situazione culturale, per tre fattori:

–      La persona, perché assistiamo a una sorta di esasperazione dell’individualità fin quasi a svincolarla da ogni forma di legame e di dipendenza.

–      La diversità e la pluralità fanno parte del nostro mondo e della nostra società, che porta con sé interrogativi e problemi che non riguardano solo l’armonizzazione sociale, giuridica, civica, economica che si presenta complicata e necessaria insieme, ma toccano pure questioni più radicali; infatti l’uguale dignità di ogni essere umano comporta inevitabilmente che divengano equivalenti e quindi indifferenti i valori, le credenze, le tradizioni, le visioni della vita, e che dunque queste si riducano a merce esposta in uno sconfinato mercato dove ognuno acquista ciò che più gli aggrada.

–      Le relazioni, improntate alla illimitata libertà individuale e a un pluralità incomprimibile di opzioni ideali ed etiche, ma anche nel senso che le nuove forme di comunicazione vengono a costituire un nuovo ambiente che riplasma il rapporto tra le persone.

La maggior conseguenza è il cambiamento del processo educativo tradizionale. Educare è un lungo processo che permette di diventare adulti. In questo processo, le indicazioni del testo offrono una direzione di marcia, avvalendosi dell’analogia della segnaletica stradale con le indicazioni di «direzione», di «divieto», di «pericolo» e di «scelte».

Si nutre la speranza che questo sussidio possa essere utile in tutte le parrocchie: 1/ Come guida per avviare o rivitalizzare «scuole di genitori»; 2/ Ai catechisti che vogliono collaborare con i genitori dei ragazzi impegnati nel cammino di iniziazione cristiana; 3/ A tutti gli educatori di ispirazione cristiana. 

                                                                   Redazione «RpR».

Insegnamento della religione: competenza e professionalità

Prontuario dell’insegnante di Religione

Il Prontuario vuol essere uno strumento agevole e puntuale a servizio del Docente di religione. È stato progettato su un disegno unitario ma elaborato da competenze specialistiche diverse. Intende coprire i settori più importanti nell’esercizio della professionalità docente. La Scuola nel giro di poco più che un decennio è stata radicalmente riformata; l’insegnamento di Religione Cattolica va di conseguenza seriamente ripensato.

Nell’orientare in forma organica una proposta pedagogica per l’oggi dell’IRC ci si è dunque mossi nell’orizzonte ermeneutico; secondo noi straordinariamente fecondo nell’ambito specifico dell’apprendimento. L’attuale accento portato sulla competenza è stato spesso richiamato, anzi verificato con ponderata attenzione.

Riteniamo (A conti fatti) che l’orizzonte ermeneutico abbia consentito coerenza ai molteplici contributi e possa legittimare la presunzione di… organicità a una proposta elaborata a più mani e con sensibilità e competenze diverse, ma non incompatibili.

Naturalmente ci auguriamo che il ’Prontuario’ possa offrire al Docente di Religione Cattolica uno strumento attuale pertinente ed efficace per qualificare la propria professionalità.

 

Le dimensioni che qualificano il ‘Prontuario’ sono quattro.

– La prima analizza il contesto educativo scolastico. È evidente la provocazione che la Scuola costituisce: la riforma, meglio il cumulo di riforme che lo attraversano e ne rendono difficile se non impraticabile l’esercizio professionale sereno e precisamente padroneggiato. Gli interventi di Chiosso, Malizia e Cicatelli mettono a frutto una competenza sicura e attentamente aggiornata per identificare i nodi importanti della situazione: il significato dell’IRC, i traguardi di competenza delle riforme, l’analisi delle Indicazioni Nazionali, fino all’ultima che riguarda la Secondaria di secondo grado, vi trovano elaborazione puntuale e chiara.

– Anche l’identità della disciplina è accuratamente esplorata nella natura, nel linguaggio, nelle fonti, nella distinzione e complementarità rispetto alla Catechesi. Il Prontuario intende fare chiarezza sull’identità disciplinare dell’IRC; rilevare la sua legittima collocazione scolastica, evidenziare l’apporto qualificato e irrinunciabile che offre al progetto globale della Scuola italiana.

– Ha inteso soprattutto dare risaldo preciso alla centralità dello studente; si è voluto tracciarne il profilo, vagliarne la disponibilità, evidenziarne i processi di sviluppo, garantire la pertinenza della proposta e la specificità del linguaggio. Lo studente vi risulta il protagonista con cui la Scuola è chiamata a fare i conti; con cui l’IRC è sollecitato a confrontarsi per consentirgli una padronanza consapevole del mondo religioso, in cui è immerso. Anche i risultati di una recente ricerca sulla qualità e le dimensioni dell’apprendimento sono proposti a verifica.

– È sembrato importante anche dare risonanza adeguata alla Scuola Cattolica; essa offre un ambiente educativo privilegiato, specificamente per l’educazione religiosa. Costituisce spesso una situazione in cui l’IRC può trovare adeguata considerazione e spazio significativo di verifica e di approfondimento sia per il progetto in se stesso della stessa Scuola cattolica, sia per una sperimentazione attenta circa le condizioni innovative di un rapporto interdisciplinare esemplare.

– La conclusione ha inteso richiamare l’attenzione sulla peculiare metodologia pedagogica e didattica che l’Istituto di Catechetica privilegia: evidenzia la scelta ermeneutica quale sfondo adeguato per dare coerenza al ‘Prontuario’, per garantire il processo di apprendimento della Religione e portarlo ai traguardi di competenza auspicati. 

 

                                                                                     Zelindo Trenti – Corrado Pastore

 

SOMMARIO 

Introduzione

Parte Prima

IL CONTESTO EDUCATIVO SCOLASTICO 

1. Il significato dell’IRC nella Scuola italiana: Giorgio Chiosso

2. Le riforme della Scuola e l’IRC: Guglielmo Malizia – Sergio Cicatelli

3. Le Indicazioni nazionali per l’IRC: Sergio Cicatelli

 

Parte Seconda

LA DISCIPLINA 

4. Natura e finalità dell’IRC: Zelindo Trenti

5. La Bibbia e le fonti dell’IRC: Cesare Bissoli

6. Il linguaggio nell’“IRC”:           José Luis Moral

7. L’insegnamento della religione cattolica e la Catechesi: distinzione e complementarietà: Vincenzo Annicchiarico

 

Parte Terza

DAI PROFILI ALLE COMPETENZE 

8. Lo studente e la religione. In un’ottica “laica” e “cosmopolita”: Vittorio Pieroni

9. L’attenzione allo studente e l’apprendimento della religione: Alessandro Castegnaro

10. Le esperienze di crescita e i passaggi di vita: Franca Feliziani Kannheiser

11. Pensare e presentare il cristianesimo nella scuola: Antonio Escudero

12. Verso una didattica delle competenze religiose: Roberto Romio

 

Parte Quarta

LA SCUOLA CATTOLICA 

13. L’IRC nella scuola cattolica: Guglielmo Malizia – Sergio Cicatelli              

Conclusione

14. La scelta della pedagogia ermeneutica: Zelindo Trenti – Miroslaw Wierzbicki

Teologia dell’educazione cristiana:

pluralità di modelli e strategie

        Presentiamo un’ Opera di singolare rilevanza nel panorama della ricerca attuale. Riguarda un settore solo recentemente studiato e però di notevole rilevanza soprattutto nell’ambito dell’educazione religiosa ecclesiale. Ne proponiamo alcuni stralci interpretativi a partire dall’Opera stessa. 

 

L’autrice GIUSEPPINA BATTISTA

l’Autrice ha conseguito il dottorato in Teolo­gia, sotto la direzione del pro£ René Marlé, s.j. presso l’Institut Catholique di Parigi. Per la sua ricerca sulperiodo di Umanesimo e antiUma­nesimo ha potuto far tesoro della consulenza e suggerimenti del prof. Pietre Riché.

Da molti anni si dedica allo studio della Teo­logia orientando ricerca, studi e pubblicazioni al particolare versante dell’educazione. Lo stu­dio di vari Autori, dal tempo patristico sino ai nostri giorni, ha suscitato in lei particolare attenzione per la varietà dei testi e la plurale de­clinazione della teologia.

Con i dati raccolti dalla ricerca ormai di anni, l’Autrice ha individuato proprio nei princi­pi valoriali e di riferimento, la solida base di un’educazione pienamente umana, così da co­niugare le pretese della trascendenza con quelle reclamate dai mutamenti delle società. Da qui l’idea e la realizzazione di questo studio che propone una antologia di testi.

La sua attività di studio e di ricerca, inerente al tema dell’educazione cristiana, è stata accom­pagnata da un costante servizio educativo nella scuola statale e in varie Università Pontificie.

Attualmente, è docente incaricata per i corsi di Teologia dell’ Educazione e di Storia della cate­chesi presso l’Istituto Pastorale Redemptor ho­minis della Pontificia Università Lateranense 

Il Lavoro.

Dal titolo del lavoro appare evidente l’inten­zione di offrire una riflessione sulla teologia cristiana dell’educazione avendo presente la pluralità di modelli e di metodi registrati nella vita bimillenaria della Chiesa. Il lavoro si divide in due parti; la prima propone uno studio che rimanda alla seconda parte in cui viene offerta una antologia di testi in ordine cronologico, secondo la sequenza dei temi sviluppati nei singoli capitoli dello studio.

Con la proposta di questa antologia si Vuo­le colmare un vuoto e offrire l’utile servizio proprio di una raccolta di testi sparsi nelle edizioni, le più varie, e non sempre di facile consultazione. Con questa propria originali­tà, e partendo dal Vangelo di Gesù Cristo, il Maestro, si vogliono illustrare ideale e prassi nel campo educativo, alla luce delle fonti la­sciate da eminenti teologi ed educatori.

Il volume, con la materia trattata e con il me­todo seguito, lascia una eco e apre un cantie­re di lavoro, per la continuità della ricerca e dello studio attraverso il confronto tra le distinte letture teologiche e le varie ricadute

Il significato.

In collaborazione con le scienze dell’educazione, la teologia può analizzare i principali problemi che le culture attuali pon­gono alla fede delle comunità cristiane in campo educativo e pe­dagogico; da parte sua, la teologia dell’educazione deve studiare in profondità i processi di conversione e di crescita cristiana, per comprendere in quale modo essi possano diventare contempo­raneamente processi di autentica promozione e di maturazione umana, definendo contemporaneamente le componenti essen­ziali dell’educazione cristiana e contribuendo, in definitiva, alla comprensione e alla soluzione dei problemi educativi.

C’è dunque una trama intensa e feconda tra sviluppo umano e sviluppo cristiano: sviluppi che nel travaglio dell’epoca contemporanea si presentano piuttosto articolati, difficoltosi e contrassegnati da molte urgenze ed emergenze.

 La Collana.

La collana Vivae voces contiene opere monografiche e risultati del confronto di varie discipline su questioni cruciali per la ricerca. L’intento è raccogliere le voci più significative e rile­vanti di quelle discipline considerate vitali nel panorama cul­turale, teologico ed ecclesiale contemporaneo, nel tentativo di raggiungere un’efficace visione d’insieme su tematiche che segnano il cambiamento culturale in corso. 

Pajer Flavio, Escuela y Religión en Europa.

Un camino de cincuenta años

[1960-2010]

Pajer Flavio, Escuela y Religión en Europa. Un camino de cincuenta años [1960-2010], PPC, Madrid 2012, pp. 111.

 

Volumetto che presenta un’utile sintesi dell’evoluzione registratasi negli ultimi cinquant’anni in tema di insegnamento religioso (IR) nella scuola pubblica europea. In questa articolata storia si possono distinguere tre grandi fasi che vengono  illustrate nei tre capitoli centrali del testo. La prima fase si sviluppa negli anni dell’immediato postconcilio e vede la progressiva distinzione tra l’IR e la catechesi propriamente detta. È il tempo della «de-catechizzazione» dell’IR; fenomeno favorito da svariati fattori quali: la secolarizzazione delle società, l’affermazione della laicità dello stato, la formazione di società sempre più multietniche e multireligiose, la crescente incapacità delle agenzie educative e di socializzazione di trasmettere il tradizionale capitale simbolico di valori e costumi di vita, il ripensamento dell’educazione, la riflessione dei centri di studio teologico-pastorali, ecc. In questo variegato contesto si supera progressivamente l’IR confessionale-catechistico presente in tanti paesi europei, col supporto della riflessione teologica, psicologica e filosofica. Tale riflessione contribuisce alla nascita di un nuovo paradigma della pedagogia religiosa: dalla centralità della dottrina si passa alla centralità della persona; l’IR si fa ermeneutica dei problemi del soggetto. Si afferma un’ottica esistenziale o antropologica che sostituisce l’ottica essenziale o teologica. La seconda fase va approssimativamente dalla metà degli anni Sessanta alla caduta del Muro (1989). In quegli anni si realizza il processo di «scolarizzazione» dello studio della religione: l’IR sente la necessità di ri-legittimarsi, sia come disciplina nel contesto di un sistema scolastico sempre più rigoroso, sia come offerta culturale educativamente valida per i giovani in cerca di valori. L’istruzione religiosa intende offrire un suo specifico contributo in campo noetico e valoriale adeguandosi all’evoluzione di una scuola che è in perenne riforma. In questo contesto si afferma la distinzione ed insieme la complementarità  tra IR e catechesi. Si assiste quindi ad una progressiva attenuazione della confessionalità dell’IR: una confessionalità che è «negoziata» nei paesi ove vige il sistema concordatario tra Stato e Chiesa, «ricuperata» nei paesi dell’ex blocco sovietico, «assorbita» dall’etica civile negli stati di tradizione protestante. L’IR diventa disciplina curriculare, di cui si cura la fondazione epistemologica su basi diverse, quali la teologia, le scienze della religione, l’interdisciplinarità. La terza fase si sviluppa negli ultimi vent’anni ed è caratterizzata da un’«emergenza della diversità religiosa» che conduce inevitabilmente a formulare un nuovo paradigma per l’IR. Il pluralismo relativizza la centralità delle Chiese, e anche se un singolo Stato riconosce il valore della tradizione storica di una Chiesa particolare, questa non ha più il monopolio dell’IR nella scuola pubblica. In concreto, tale insegnamento è toccato dalle riforme curricolari dei sistemi educativi e scolastici, mentre i vari paesi e il Consiglio d’Europa si occupano di gestire, in modi diversi, la diversità religiosa. In particolare, gli organismi europei in questi ultimi anni hanno chiesto un IR corretto che educhi: alla cittadinanza e alla comprensione reciproca tra culture e religioni; al dialogo tra popoli e culture; allo studio serio del fatto religioso; ad una sensibilità non confessionale per il religioso, ecc. In prospettiva di futuro, poi, ad un IR svolto ormai in una società postmoderna si chiede di aprirsi dal pluralismo intracristiano alla multi religiosità; di collaborare al passaggio da una cittadinanza etnica ad una cittadinanza etica e al nascere di una scuola intesa come laboratorio di interculturalità. Il testo è corredato da utili tabelle riassuntive, da una aggiornata bibliografia e da un lessico che mostra all’evidenza l’estrema varietà dei termini con cui, oggi, nei vari stati europei si presentano l’IR e le sue alternative.

G. Biancardi