Un roditore, la sua tana e la scuola nella pandemia

Il 3 aprile scorso Moralia pubblicò un mio post, sulla didattica a distanza, che si apriva con un racconto di Asimov. Ora siamo tornati «in presenza», ma per quanto? Alcune aule sono già deserte a causa delle quarantene, altre decurtate per gli isolamenti fiduciari; solo poche classi resistono nella loro interezza. E nei corridoi non riecheggiano i chiacchiericci spensierati e giovanili, ma aleggia una tanto impalpabile quanto densa paura. E così, questa volta, prendo spunto da un noto racconto di Franz Kafka, La tana, scritto tra il 1923 e il 1924.[1]

La trama in breve

Molte sono le interpretazioni che sono state date al racconto (da quelle psicanalitiche a quelle autobiografiche). Non ci addentriamo in esse, ma credo possa ben rappresentare, in questo momento, il nostro desiderio di sicurezza, le paure connesse nel vederlo a rischio, le tentazioni che ci allettano.

La trama narra di un roditore che trascorre l’esistenza a costruirsi un labirintico rifugio, sottoterra, a prova di minaccia, dove poter mettere al sicuro la propria vita.

Il monologo inizia con toni compiaciuti: «Ho assestato la tana e pare riuscita bene», ma ben presto cambia registro: nuovi pericoli fanno capolino nella mente del protagonista, ampliati dall’immaginazione, generando paure e ansie nuove.

Ma soprattutto crea un isolamento crescente: «No, no, tutto sommato non devo proprio lamentarmi di essere solo e di non aver nessuno di cui fidarmi. Così certamente non perdo alcun vantaggio e forse mi risparmio qualche danno. Fiducia posso avere soltanto in me e nella tana».

Il racconto è rimasto incompiuto («Tutto invece è rimasto immutato…» «conclude» Kafka lasciandoci in sospeso): forse già questo dato può essere interpretato come metafora di ansie, paure, desideri di sicurezza non affrontati e quindi parossistici.

Due alleate: la paura e la fiducia

Quattro spunti per l’educazione o la riflessione personale.

  1. Intanto il protagonista costruisce sottoterra. La riflessione morale – e in particolare quella teologica – non può permettersi di «lavorare» sottoterra (così come non può neppure, al contrario, rifugiarsi in un immaginario iperuranio). Al contrario: deve rimanere attaccata «alla terra», alla realtà. E affrontarla. In qualche modo si tratta di un’operazione che parte «dai piedi» (sia perché siamo attaccati alla terra, sia perché siamo in cammino).
  2. La teologia morale – anche nei suoi aspetti educativi – compie (dovrebbe compiere) un’operazione inversa a quella del roditore. Egli, infatti, investe l’esistenza per assicurarsi la vita. La teologia morale e l’educazione dovrebbero aiutare a comprendere come investire la vita per «assicurarsi» (con tutte le virgolette del caso!) l’esistenza.
  3. La paura (che tutti abbiamo provato e/o stiamo provando) viene vissuta dal roditore solo nella sua carica distruttiva, nel suo essere «nemica da combattere». Ma la paura può avere anche un aspetto fecondo, evolutivo: in fondo, a ben pensarci, spesso è anche la scintilla che mette in moto le nostre virtù, sia cardinali, sia spirituali.
    E se siamo confusi (e i ragazzi ancora più di noi) è perché abbiamo pencolato tra messaggi contrastanti: dalla martellante retorica di un #andràtuttobene (quasi magicamente, senza responsabilità e impegno umani) alla sfida alle regole, che mette a rischio l’incolumità personale e altrui, passando dall’angoscia mediata da numeri, statistiche, limitazioni e dal sospetto.
    Da sempre la paura si presenta nella sua duplice veste di nemica e alleata: forse è davvero giunto il momento di darle maggiore spazio di elaborazione e comprensione (anche culturale) nell’educazione e nella riflessione teologico-morale.
  4. Infine: il roditore si isola. E forse è la tentazione di molti, oggi (tentazione talora anche delle stesse comunità ecclesiali). Ma sappiamo bene come la fiducia sia un sentimento necessario affinché un essere umano si apra «all’altro», al mondo, alla vita. Senza educazione alla fiducia (e relativa riflessione teologico-morale) risultano inconsistenti anche i presupposti per aprirsi alla fede «all’Altro».

 

Gaia De Vecchi è insegnante di religione presso l’Istituto Leone XIII e docente presso l’Università cattolica del Sacro Cuore e l’Istituto superiore di scienze religiose a Milano. Fa parte dell’ATISM e del gruppo di redazione di Moralia. Ha scritto Il peccato è originale?, Cittadella, Assisi 2018.

 

[1] F. Kafka, «La tana», in La metamorfosi e altri racconti, San Paolo, Cinisello Balsamo 1998.

 

Il Regno 22/10/2020

Educazione alla cittadinanza e al dialogo interreligioso

Il pluralismo religioso è una dimensione della nostra società multiculturale di cui la scuola italiana può esserne lo specchio. L’insegnamento
della religione come elemento sociale può divenire un percorso per un’educazione alla cittadinanza e, come elemento personale, può essere una strada per formare al dialogo.
Questo volume, rivolto ad educatori, docenti (in specie di religione) e studiosi del fenomeno della multireligiosità, ha cercato di cogliere
alcune peculiarità della sfida culturale del pluralismo religioso nella scuola italiana.
All’interno del testo è esaminata la questione della religious education in un’ottica europea e nell’interpretazione che ne è data nel nostro paese. Vengono poi rintracciate alcune buone prassi portate avanti nella scuola secondaria di secondo grado e nell’ultima parte si presentano
sei studi caso su alcuni progetti didattici che hanno affrontato il tema del pluralismo religioso.
Il volume si conclude con una proposta per l’oggi per affrontare la multireligiosità in chiave interculturale.

Educazione alla cittadinanza e al dialogo interreligioso

 

Carlo Macale, Dottore di Ricerca in Studi Umanistici (indirizzo Scienze
dell’Educazione) è assegnista di Ricerca presso l’Università degli Studi di Roma
“Tor Vergata” con il sostegno della Fondazione Intercultura Onlus e docente a
contratto presso la stessa università. Ha partecipato come relatore a convegni
nazionali e internazionali. Ha preso parte a diverse ricerche accademiche ed è
autore di varie pubblicazioni scientifiche di natura pedagogica.

 MESSAGGIO DEL PAPA PER IL LANCIO DEL PATTO EDUCATIVO

«Davanti a questa realtà drammatica, sappiamo che le necessarie misure sanitarie saranno insufficienti se non verranno accompagnate da un nuovo modello culturale. Questa situazione ha fatto crescere la consapevolezza che si deve imprimere una svolta al modello di sviluppo. Affinché rispetti e tuteli la dignità della persona umana, esso dovrà partire dalle opportunità che l’interdipendenza planetaria offre alla comunità e ai popoli […]. In tale contesto, vediamo che non bastano le ricette semplicistiche né i vani ottimismi. Conosciamo il potere trasformante dell’educazione: educare è scommettere e dare al presente la speranza che rompe i determinismi e i fatalismi con cui l’egoismo del forte, il conformismo del debole e l’ideologia dell’utopista vogliono imporsi tante volte come unica strada possibile.»

Parte dalle cupe prospettive sull’istruzione dei bambini e dai divari educativi aggravatisi con la pandemia il videomessaggio di Papa Francesco per l’incontro di ieri promosso e organizzato dalla Congregazione per l’educazione cattolica “Global compact on education. Together to look beyond”. Per far sì che l’educazione sia un atto di speranza, che aiuti a sorpassare la logica sterile e paralizzante dell’indifferenza e accogliere la nostra comune appartenenza, occorre che sia un naturale antidoto alla cultura individualistica e un percorso integrale di umanizzazione, partecipazione e condivisione.

«Nella storia esistono momenti in cui è necessario prendere decisioni fondanti, che diano non solo un’impronta al nostro modo di vivere, ma specialmente una determinata posizione davanti ai possibili scenari futuri. Nella presente situazione di crisi sanitaria — gravida di sconforto e smarrimento — riteniamo che sia questo il tempo di sottoscrivere un patto educativo globale per e con le giovani generazioni, che impegni le famiglie, le comunità, le scuole e le università, le istituzioni, le religioni, i governanti, l’umanità intera, nel formare persone mature. […] Il valore delle nostre pratiche educative non sarà misurato semplicemente dal superamento di prove standardizzate, bensì dalla capacità di incidere sul cuore di una società e di dar vita a una nuova cultura.»

Il pontefice chiede quindi di impegnarsi, personalmente e insieme, a:
– mettere al centro di ogni processo educativo la persona, il suo valore e la sua dignità per farne emergere la specificità, la bellezza, l’unicità e la capacità di essere in relazione con gli altri e con la realtà che la circonda;
– ascoltare la voce dei bambini e ragazzi a cui trasmettiamo valori e conoscenze per costruire un futuro di giustizia e di pace;
– favorire la piena partecipazione delle bambine e delle ragazze all’istruzione;
– vedere nella famiglia il primo e indispensabile soggetto educatore;
– educare ed educarci all’accoglienza, in particolare dei più vulnerabili ed emarginati;
– trovare altri modi di intendere l’economia, la politica, la crescita e il progresso, perché siano davvero al servizio dell’intera famiglia umana nella prospettiva di un’ecologia integrale;
– custodire e coltivare la nostra casa comune, proteggendola dallo sfruttamento delle sue risorse, adottando stili di vita più sobri e puntando al completo utilizzo di energie rinnovabili e rispettose dell’ambiente umano e naturale.

Papa Francesco chiude il suo messaggio esortando a guardare avanti con coraggio e con speranza e ricordando che le grandi trasformazioni non si costruiscono a tavolino: sia le varie istituzioni che le persone di una società devono intervenire insieme, ciascuna secondo la propria competenza.

Leggi qui il testo completo del messaggio

 

La creatività educativa
come ambito della catechesi con i ragazzi

La creatività educativa come ambito della catechesi con i ragazzi

La ricerca nasce dall’esigenza di dare vita a un dialogo proficuo tra scienze umane e verità di fede, che è il servizio proprio del catecheta. La creatività è forse la dimensione e la competenza più richiesta, ma nello stesso tempo anche quella più fraintesa. Nel volume l’autore conduce un’indagine di tutti gli ambi che un’azione catechistica efficace deve tenere in conto: scienze umane, teologia, catechesi e lettura del magistero,. Lungi dall’essere un saggio esauriente, esso si offre come base per un proficuo cammino di ricerca e sviluppo del tanto desiderato incontro tra la Parola annunciata e la vita degli uomini che la ricevono.

 

Fabio Fanisio è un sacerdote della Diocesi di Frosinone–Veroli–Ferentino con la vocazione da educatore alla quale ha dedicato il suo ministero e i suoi studi. Ha frequentato l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, dove ha conseguito la laurea magistrale in Scienze pedagogiche e in seguito l’Università Pontificia Salesiana, dove ha ottenuto la licenza in Scienze dell’educazione con la specializzazione in Catechetica.

Educare, infinito presente

La presentazione di mons. Mariano Crociata
7 Settembre 2020

Il presente sussidio è uno dei frutti del cammino decennale che i Vescovi italiani hanno dedicato all’educazione. Esso testimonia che quello dell’educazione è un dossier che non può mai essere considerato chiuso e, anzi, un tempo così lungo dedicato ad essa conduce semmai ad una consapevolezza più avvertita di un impegno che si presenta accresciuto per urgenza e novità di esigenze. La Commissione episcopale per l’educazione, la scuola e l’università, che ne porta la responsabilità, ha voluto riservare una attenzione particolare alla scuola e al rapporto che la Chiesa è chiamata a intrattenere con essa. Un rapporto che ha già una lunga storia alle spalle e una considerevole ricchezza di esperienze, ma che oggi chiede una rivisitazione alla luce delle circostanze profondamente mutate. Il mutamento è tale da metterci dinanzi una scuola dal volto completamente diverso da quello che ha conosciuto chi è passato per le sue aule (anche queste ben altra cosa da quelle di oggi!) appena pochi decenni fa. Se a questo si aggiunge l’esplosione dell’epidemia da coronavirus, delle cui conseguenze di lungo periodo non possiamo essere adeguatamente avvertiti nel momento in cui scriviamo, ci rendiamo conto del bisogno di uno sguardo nuovo, di un atteggiamento più duttile, capace di aderire ad una realtà in continua evoluzione.

Un tale approccio suppone innanzitutto proprio questo: la capacità di tenere sotto osservazione la realtà della scuola, per capire e seguirne le incessanti trasformazioni che la caratterizzano in questa fase della sua storia. La missione evangelizzatrice della Chiesa esige innanzitutto tale attitudine a comprendere il destinatario della sua azione, così da rendere la sua parola intellegibile. E il destinatario è, in questo caso, tutto il mondo dell’infanzia, della fanciullezza e dell’adolescenza: tutti infatti passano per la scuola.

L’azione pastorale della Chiesa ha bisogno di farsi meno ‘istituzionalizzata’ (pur servendosi di tutti gli strumenti ‘istituzionalizzati’ di cui dispone) e più personalizzata. Del resto, nell’intreccio imperscrutabile dei percorsi personali di incontro con Dio e con gli altri, nessun credente, nel mondo della scuola e nel tessuto ecclesiale, è escluso da un ruolo missionario e testimoniale che conduca alla scoperta di Cristo Gesù. Quest’ultima nota – testimoniale – in modo speciale deve essere tenuta presente, perché «la Chiesa non cresce per proselitismo ma “per attrazione”» (Evangelii gaudium, n. 14); e se questo vale in generale, ha una portata enorme nel caso delle nuove generazioni.

In questo ambito vanno verificate, poi, due condizioni che l’azione pastorale della Chiesa avverte la necessità di abbracciare con decisione. La prima riguarda il superamento di una attività portata avanti in maniera settoriale, quasi separata dalle altre che la comunità ecclesiale conduce; un tale modo separato di procedere non è più concepibile perché non conducente ai fini che si vogliono perseguire. La seconda tocca un’idea dominante degli Orientamenti pastorali sull’educazione e che conosce una ripresa e una attualità sorprendenti, per iniziativa di papa Francesco, e cioè la necessità di alleanze educative o di un patto educativo. A cominciare da scuola e Chiesa, tutti gli attori e gli organismi della collettività che hanno attinenza con il mondo dell’educazione e della scuola sono chiamati a mettersi in rete, a collegarsi attivamente per favorire la crescita sana e autentica delle nuove generazioni. Ne va del futuro dell’intera comunità umana, oltre che di quella ecclesiale.

Con queste attenzioni, il presente sussidio può sperare di contribuire ad un nuovo punto di partenza, a un nuovo inizio, nell’impegno per l’educazione e per la scuola animato dalla fede e, con cuore libero, aperto alla condivisione dell’esperienza insuperabile della fede in Cristo, Maestro e Signore.

 

S.E. mons. Mariano Crociata

Vescovo di Latina

Presidente della Commissione Episcopale per l’educazione cattolica, la scuola e l’università

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I temi del sussidio

“Educare ancora, educare sempre. ‘Il tempo dell’educazione non è finito’ (EvbV7 )”

Un seminario della Commissione Episcopale CEI per l’educazione cattolica, la scuola e l’università. Appuntamento dal 19 al 21 marzo 2020 a Roma

Sono passati ormai dieci anni da quando l’Episcopato italiano, con gli orientamenti pastorali “Educare alla vita buona del Vangelo”, indicava l’educazione quale prospettiva unitaria secondo cui interpretare la missione ecclesiale nel nostro tempo. «Alla base del nostro cammino – scrivevano i Vescovi – sta la necessità di prendere coscienza delle caratteristiche e dell’urgenza della questione educativa. L’educazione, infatti, se è compito di sempre, si presenta ogni volta con aspetti di novità» (n. 53).

Oggi, mentre la Chiesa italiana si accinge a iniziare un nuovo tratto di cammino, alla luce degli orientamenti che saranno pubblicati nei prossimi mesi, la Commissione Episcopale ritiene importante tornare a riflettere sull’attualità della sfida educativa e condividere una riflessione che porti a proseguire l’impegno comune.

L’appuntamento è dal 19 al 21 marzo 2020 per un seminario nazionale sul tema “Educare ancora, educare sempre. ‘Il tempo dell’educazione non è finito’ (EvbV7 )”.

Grazie alla collaborazione di diversi Uffici e organismi della CEI, e all’apporto organizzativo dell’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università e il Servizio nazionale per l’IRC, l’incontro vedrà la partecipazione di persone rappresentative di vari ambiti pastorali, che daranno vita a tre giorni di ascolto e di riflessione corale, affrontando i temi educativi nell’ampiezza con cui interpellano la comunità ecclesiale e l’intera società italiana.

La partecipazione è ad invito.

I momenti assembleari potranno essere seguiti anche on line su questo sito via streaming.

 

PROGRAMMA

Giovedì 19 marzo 2020

ore 17,00             preghiera iniziale e introduzione ai lavori di mons. Mariano CROCIATA, vescovo di Latina-Sezze-Priverno e presidente della Commissione Episcopale per l’Educazione Cattolica, la Scuola e l’Università

ore 17,30             Educare oggi tra vocazione e responsabilità. Intervengono Alessandro ROSINA, docente di demografia all’Università Cattolica del Sacro Cuore; Robert CHEAIB, teologo e docente alla Pontificia Università Gregoriana; Luigina MORTARI, docente di pedagogia e filosofia all’Università di Verona. Introduce e modera Pierpaolo TRIANI, docente di pedagogia all’Università Cattolica del Sacro Cuore

ore 20,00             cena

Venerdì 20 marzo 2020

ore 8,00               celebrazione eucaristica, presieduta da mons. Stefano RUSSO, segretario generale della CEI

ore 9,30”             Educare ancora, educare sempre. Introduzione al lavoro dei tavoli, a cura di Domenico SIMEONE, docente di pedagogia all’Università Cattolica del Sacro Cuore

ore 10,30             tavoli di lavoro

ore 13,00             pranzo

ore 15,00             tavoli di lavoro

ore 17,30             Gli scenari dell’educazione. Intervengono Antonio POLITO, editorialista del Corriere della Sera; Mariapia VELADIANO, dirigente scolastica, teologa e scrittrice; Alberto PELLAI, psicoterapeuta dell’età evolutiva e scrittore. Modera Vincenzo MORGANTE, direttore di Tv2000 e Radio InBlu

ore 20,00             cena

Sabato 21 marzo 2020

ore 8,00               celebrazione eucaristica, presieduta da mons. Paolo GIULIETTI, arcivescovo di Lucca e segretario della Commissione Episcopale per l’Educazione Cattolica, la Scuola e l’Università

ore 9,30               Educare i giovani: le parole del Sinodo. Interviene don Rossano SALA, teologo e docente, segretario speciale del Sinodo dei Vescovi su “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”

ore 10,00             Nel “Villaggio dell’educazione”. Intervengono Franco VACCARI, fondatore e presidente di Rondine Cittadella della Pace (Ar); don Andrea BONSIGNORI, rettore della Scuola Cottolengo di Torino; … oratorio dei talenti di Scampia (Na). Modera …

ore 11,30             presentazione del testo definitivo dei “15 punti sull’educazione”

ore 12,00             intervento conclusivo del card. Gualtiero BASSETTI, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della CEI

ore 13,00             pranzo

Politiche educative di istruzione e di formazione

Guglielmo Malizia.

Politiche educative di istruzione e di formazione tra descolarizzazione e riscolarizzazione. La dimensione internazionale, Milano, FrancoAngeli, 2019, pp. 288.

 

 

Le numerose problematiche, riscontrabili nei sistemi educativi all’inizio del terzo millennio, hanno provocato un acceso dibattito sulla validità ed efficacia dell’attuale offerta di istruzione e di formazione. L’obiettivo non è tanto quello di introdurre qualche cambiamento, quanto piuttosto quello di puntare a una riforma generale e vi sono anche proposte di procedere a una vera e propria descolarizzazione. Il volume si schiera per una riscolarizzazione e il punto di partenza è una nuova concezione dell’educazione ispirata alla Dichiarazione di Incheon dell’Unesco del 2015 che la descrive nei termini seguenti: «assicurare un’educazione di qualità, equa e inclusiva, e promuovere opportunità di apprendimento per tutti lungo l’intero arco della vita».

Il volume svolge una funzione di introduzione generale alla dimensione politica dei sistemi educativi in una prospettiva comparativa. Gli argomenti toccati prevedono anzitutto la presentazione del quadro generale delle politiche educative a livello internazionale. Seguono quattro capitoli in cui vengono illustrate le strategie secondo i vari gradi e ordini di scuola/FP: l’educazione di base; la scuola secondaria e l’istruzione e formazione tecnico-professionale; l’istruzione superiore; l’educazione degli adulti. Completano il panorama due tematiche di carattere trasversale: il ruolo e la formazione degli insegnanti; la governance della scuola e della FP tra autonomia e libertà.

Destinatari del volume sono i dirigenti e gli insegnanti della scuola/IeFP, gli studenti che si stanno preparando per operarvi e gli amministratori e i politici impegnati in questi settori.

Umanità più fraterna, il Papa chiama il mondo per un nuovo patto educativo

Il Papa convoca a Roma per il 14 maggio 2020 personalità di tutto il mondo insieme ai giovani per una serie di iniziative, dibattiti, tavole rotonde per una “società più accogliente“. La Congregazione per l’Educazione Cattolica spiega il motivo di questo evento mondiale che si svolgerà in Vaticano nell’Aula Paolo VI: “Sono invitate a prendere parte all’iniziativa proposta le personalità più significative del mondo politico, culturale e religioso, ed in particolare i giovani ai quali appartiene il futuro. L’obiettivo è di suscitare una presa di coscienza e un’ondata di responsabilità per il bene comune dell’umanità, partendo dai giovani e raggiungendo tutti gli uomini di buona volontà”.

“L’iniziativa – spiega ancora la Congregazione per l’Educazione Cattolica in una nota – è la risposta ad una richiesta. In occasione
di incontri con alcune personalità di varie culture e appartenenze religiose è stata manifestata la precisa volontà di realizzare una
iniziativa speciale con il Santo Padre, considerato una delle più influenti personalità a livello mondiale e, tra i temi più rilevanti,
è stato da subito individuato quello del Patto educativo, richiamato più volte dal Papa nei suoi documenti e discorsi. Il quinto anniversario dell’enciclica Laudato sì, con il richiamo all’ecologia integrale e culturale, si offre come piattaforma ideale per tale evento”.

In un messaggio il Pontefice rinnova “l’invito a dialogare sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta e sulla necessità di investire i talenti di tutti, perché ogni cambiamento ha bisogno di un cammino educativo per far maturare una nuova solidarietà universale e una società più accogliente“. Ricorda ancora Bergoglio che “in un percorso di ecologia integrale, viene messo al centro il valore proprio di ogni creatura, in relazione con le persone e con la realtà che la circonda, e si propone uno stile di vita che respinga la cultura dello scarto. Un altro passo è il coraggio di investire le migliori energie con creatività e responsabilità”.

IL TESTO DEL MESSAGGIO DEL PAPA

L’itinerario verso maggio sarà segnato da una serie di incontri, organizzati in luoghi assai significativi. Ecco l’elenco

Pontificia Fondazione Gravissimum educationis – 16-17 settembre 2019 “Democrazia: un’urgenza educativa in contesti pluriculturali e plurireligiosi”

Pontificia Università Lateranense – 31 ottobre 2019 “Educazione, diritti umani, pace. Gli strumenti dell’azione interculturale ed il ruolo delle religioni”

Emirati Arabi – Abu Dhabi – 4 febbraio 2020 “Convegno sul documento di Abu Dhabi (4 febbraio 2019)”

Università Pontificia Antonianum con l’Istituto Teologico Seraphicum – 14-16 gennaio 2020 “Natura e ambiente nel patto educativo: la bellezza fa l’uomo buono”

Università Cattolica LUMSA con l’Alta Scuola EIS – 30-31 gennaio-1° febbraio 2020 “Costruire comunità. La proposta del service learning”

Pontificia Accademia delle Scienze Sociali – 6-7 febbraio 2020 Workshop on “Education: The global Compact” – Casina Pio IV

Università Pontificia Salesiana con l’Auxilium (Sede: Città dei ragazzi) – 22 febbraio 2020 “We are we share we care. Generazioni a confronto per un’alleanza educativa”

Centro “Centro Card. Bea” (Gregoriana) – Pontificio Istituto di Studi Arabi e Islamistica – 24 febbraio 2020 “L’immagine dell’altro nelle proprie tradizioni: quali risorse le nostre tradizioni religiose e culturali possiedono in vista della costruzione di una fratellanza universale?”

Università Cattolica del Sacro Cuore (sede di Brescia) – 13 marzo 2020 Scienze politiche e pedagogiche – “Le sfide educative per la cooperazione internazionale”

Città dei Ragazzi – 24 marzo 2020 “Percorsi di cittadinanza. Dall’esclusione all’inclusione”

Villaggio della Terra – 22-26 aprile 2020 “C’è un mondo che ti aspetta” – Villa Borghese

Istituto Universitario “Sophia” – Loppiano (Incisa in Valdarno) Incontri per studenti – “Terza missione e impegno degli studi: leadership per strade nuove”

Pontificia Fondazione Scholas Occurrentes (Convegno mondiale delle Cattedre Scholas)

 

da Avvenire del giovedì 12 settembre 2019

L’alfabeto verde di papa Francesco. Salvare la Terra e vivere felici

È stato definito “nuovo umanesimo”, è il pensiero espresso da papa Francesco nell’Enciclica Laudato si’, emanata nel 2015. La prima enciclica di Francesco si è rivelata famosa prima ancora di essere divulgata: la ragione è tutta di natura politica. Nel 2015 si è infatti svolto un negoziato decisivo per l’avvenire del pianeta: la conferenza sull’ambiente e le conseguenze del cambiamento climatico tenutasi a Parigi. Laudato si’ non è quindi un titolo scelto a caso dal Papa, ma una citazione tratta dal Cantico delle creature, testo che oggi diventa quasi il manifesto di un ambientalismo cristiano, di una visione alternativa del mondo, riflettendo così, nel modo più immediato e visibile da tutti, il valore profetico di un messaggio, di un testo poetico, che diventa di nuovo attuale. Da tutto questo parte la riflessione dell’autrice che ha visto tra le righe dell’Enciclica alcune parole chiave, divenute oggi, a quasi quattro anni dalla pubblicazione, di un’attualità rimbombante. Risparmio energetico, rispetto del pianeta e dei suoi abitanti, impegno, sostenibilità, inquinamento, lotta all’indifferenza: è la “presa di coscienza ambientalista” (cfr P.G. Pagano) a noi contemporanea.
L’autrice
Franca Giansoldati vive e lavora a Roma ed è vaticanista del quotidiano Il Messaggero. Nel 2013 ha vinto il Premio Internazionale di Giornalismo di Ischia per il migliore reportage sull’elezione di papa Francesco. Si occupa di temi legati alla religione da oltre vent’anni. Ha scritto, con Marco Tosatti, Apocalisse. La profezia di papa Wojtyla (2003), Il Demonio in Vaticano. I Legionari di Cristo e il caso Maciel (2014) e La marcia senza ritorno. Il genocidio armeno (2015).

L’alfabeto verde di papa Francesco. Salvare la Terra e vivere felici
Autrice: Franca Giansoldati
Edizioni San Paolo
Pagine: 128,
Prezzo: € 15

L’Università, una comunità di studio, di ricerca e di vita

Il 28 e 29 novembre 2019 a Roma il convegno nazionale di pastorale universitaria. I primi frutti del Manifesto CEI e CRUI per l’Università

 

“Una comunità di studio, di ricerca e di vita” è il titolo del prossimo convegno nazionale di pastorale universitaria, in calendario per i giorni 28 e 29 novembre 2019 a Roma, presso la Casa “San Juan de Avila”.
Da alcuni anni è ripreso a cadenza fissa un appuntamento che vede insieme responsabili di uffici diocesani per l’università, docenti e studenti, cappellani e direttori di collegi universitari cattolici. A tutti loro, infatti, è rivolto l’invito per una due giorni di confronto e riflessione.
Il programma del 28 novembre prevede la relazione introduttiva di Luigi Alici, docente di filosofia morale presso l’Università di Macerata, e un’ampia sessione di laboratori su temi quali il rapporto fra Pastorale universitaria, Atenei e territorio, le scienze e la reologia, la spiritualità e il discernimento. A conclusione del pomeriggio, la Celebrazione Eucaristica presieduta da mons. Mariano Crociata, Presidente della Commissione Episcopale della CEI per l’educazione cattolica, la scuola e l’università
Venerdì 29 novembre si apre con la Celebrazione Eucaristica presieduta da Mons. Stefano Russo, Segretario Generale della CEI, a cui segue una tavola rotonda dal titolo “Insieme attori e alleati”, con la partecipazione del prof. Francesco Bonini, rettore Università LUMSA; di mons. Valentino Bulgarelli, responsabile del Servizio nazionale della CEI per gli studi superiori di teologia e di scienze religiose; del prof. Alberto De Toni, Presidente Fondazione CRUI; del dott. Filippo Moretti, Segretario Comitato “Mai troppo umano” di Pavia.
Nel corso del dibattito verrà presentato il recente accordo tra Santa Sede e Stato italiano per il riconoscimento dei titolo accademici ecclesiastici e i primi frutti del “Manifesto per l’Università” firmato nel maggio scorso da CEI e CRUI.
La scadenza per le iscrizioni è il 20 ottobre 2019.
In allegato, le note logistiche e il programma completo dell’iniziativa.

 

ALLEGATI