Contributo salesiano al “Documento condiviso” per la Catechesi in Italia

L’Istituto di Catechetica dell’UPS promuove per il prossimo sabato 5 maggio 2012, un Seminario di studio dal titolo: Contributo dalla tradizione pedagogica del mondo catechetico salesiano al Documento condiviso per la catechesi in Italia della CEDAC, come apporto alla riflessione in questo importante passaggio storico.

La Commissione Episcopale per la Dottrina, Annuncio e Catechesi (CEDAC) ha promosso nello scorso 28-30 novembre il seminario di studio: In ascolto per il discernimento, in vista di un “documento condiviso” che “aggiorni” il Documento Base (DB).

Le relazioni presentate e le successive sintesi elaborate dai tre relatori principali sono attualmente oggetto di studio dei membri della commissione episcopale. A più riprese, la CEDAC ha comunicato la sua volontà di mettersi “in ascolto” dei contributi che, a diverso titolo, le si vorranno far pervenire. Tra questi occupano un posto privilegiato i Convegni catechistici regionali che, a partire dall’aprile prossimo, impegneranno i vari Uffici Catechistici Diocesani.

L’obiettivo è quello di elaborare delle riflessioni da offrire alla CEDAC come contributo “salesiano” al «Documento condiviso» per la catechesi in Italia, mettendo in comune idee ed esperienze, a partire dalla sensibilità pedagogica, patrimonio comune del mondo salesiano.

Tra i temi di riflessione da riprendere ne risaltano tre:

La catechesi in Italia nell’orizzonte della nuova evangelizzazione (Luca Bressan);

Spunti per riorientare la catechesi: contenuti, linguaggi, strumenti e percorsi (Enzo Biemmi);

Catechisti: pluralità di figure, rinnovamento e formazione (Ubaldo Montisci).

Il Seminario ha come interlocutori privilegiati i catecheti della Famiglia Salesiana, SDB e FMA; ma anche coloro che operano a livello di coordinamento della pratica pastorale o sono responsabili dell’editoria.

Si ritiene utile convocare anche i docenti che collaborano nella proposta formativa dell’Istituto di Catechetica e dell’Auxilium e invitare al confronto i responsabili della catechesi a livello nazionale.

La giornata prevede l’apertura alle ore 9.00 con il saluto del Rettore prof. Carlo Nanni e del decano FSE prof. Francesco Casella, e l’introduzione di Guido Benzi, direttore dell’Ufficio Catechistico Nazionale.

E prevede tre momenti moderati dai professori José Luis Moral, Cettina  Cacciato, e Carmelo Sciuto.

Presbiteri e sposi sorgente di fecondità educativa per la Comunità Cristiana

Promossa dall’Ufficio Nazionale per la pastorale della famiglia della CEI

si terrà a Nocera Umbra dal 27 aprile al 1 maggio 2012 la XIV Settimana nazionale di Studi sulla spiritualità coniugale e familiare dal titolo: “Presbiteri e sposi sorgente di fecondità educativa per la Comunità Cristiana”.

Dopo un primo anno (2009) dedicato al tema «La famiglia cuore della vocazione – Chiamati e custoditi dall’amore», in questo secondo anno centrato sullo stesso tema ma evidenziando la sottolineatura «Inviati ad amare» si cercherà  di capire come si concretizza e si evolve la chiamata all’amore nelle varie vocazioni e la risposta nelle diverse condizioni di vita. Si cercherà  anche di cogliere il legame tra «vocazione» e «progetto di vita».

Una particolare attenzione si presterà  alla vocazione al matrimonio cristiano e alla famiglia, ambiente del discernimento e del primo accompagnamento anche delle altre vocazioni.

Tra i relatori presenti S. E. Mons. Giuseppe Anfossi, Vescovo di Aosta e Presidente della Commissione Episcopale famiglia e vita, Don Paolo Gentili, Direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale della famiglia, Don Nico Dal Molin, Direttore del Centro Nazionale Vocazioni.

La settimana del 2011 è procrastinata al 2012 per dare la possibilità a coloro che lo desiderano di partecipare  il 1 Maggio alla Beatificazione di Giovanni Paolo II, che si svolgerà a Roma.

I moduli di iscrizione alla settimana sono a disposizione nel sito www.chiesacattolica.it/famiglia.

SCARICA il Programma

 

Si segnala un articolo in merito al tema:


 

Messaggio di Benedetto per la 49ª Giornata Mondiale di preghiera per le Vocazioni

Il 29 Aprile in occasione della 49ª Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, la meditazione del Papa riflette sulla scelta vocazionale come risposta all’amore di Dio.

Dio è amore ed è l’origine ultima di ogni forma di amore.

La scoperta personale di questa realtà ha il potere di trasformare la vita di ognuno nel profondo.

Così l’amore di Dio “traspare” attraverso le persone che rispondono con fedeltà alla Sua chiamata.

Su questo terreno oblativo nascono e crescono tutte le vocazioni, nutrendosi con la Parola, la preghiera e l’Eucarestia.

Scarica il messaggio del Papa

Giornata nella memoria dei missionari martiri

Oggi si celebra la XX Giornata di Preghiera e Digiuno per i Missionari Martiri.
Lo slogan di quest’anno èAmando Fino alla Fine“.

Don Gianni Cesena, direttore di Missio, organismo pastorale della Cei, ci spiega il perchè della scelta di questo tema e la portata di questa giornata non solo per la chiesa italiana, ma per molte diocesi che la celebrano nei cinque continenti.

«Testimoni di Dio: con questo messaggio Missio declina quest’anno, a partire dalla scorsa Giornata Missionaria Mondiale, i percorsi di formazione, preghiera, animazione missionaria. A sua volta Missio Giovani, che organizza ogni anno la Giornata di preghiera e digiuno a ricordo dei missionari e delle missionarie martiri, ripropone il tema del testimone, forte del fatto che i due termini – testimone e martire – sono la traduzione uno dell’altro.
“Amando fino alla fine” non vuole essere un lieto fine forzato che cancella la durezza della violenza o la tragedia di una vita spezzata drammaticamente, ma semplicemente dipinge gli ultimi istanti di coloro che, sull’esempio del Maestro, donano la vita, perdonando i loro carnefici.
Ecco perché ogni martirio, dai tempi di Stefano in poi, va riletto sulla filigrana del martirio di Gesù, testimone e rivelatore di un

Dio Padre che ama e perdona. Gesù ci svela il dolore del Padre, che non è un vago sentimento di dispiacere per il peccato dei figli o di compassione per le loro sofferenze, ma è il suo modo di essere misericordioso e fedele. Sulla Croce Gesù riafferma che il disegno del Padre è l’unità della famiglia umana, che sperimenta la condivisione e vive la riconciliazione come unico gesto capace di generare pace e giustizia e di radunare attorno a sé tutti i popoli. Ecco perché i missionari vengono perseguitati e uccisi, perché portatori di un Vangelo che continua, oggi e da sempre, a capovolgere le logiche umane fondate sull’egoismo e sull’ingiustizia.
Approfittiamo di questo tempo per rivedere la nostra testimonianza alla luce dell’esempio che i martiri ci donano, siano essi noti o conosciuti, connazionali o “locali”. Rivediamo i loro volti, riascoltiamo le loro parole, rileggiamo i loro scritti: il dono della vita è il sigillo della loro testimonianza e rivelazione del Dio che ama.»

elenco-dei-missionari-uccisi-2011

riflessione-tematica della giornata

Religioni, cultura e integrazione

I leader di tutte le religioni, presenti nel nostro Paese, si sono ritrovati ieri a Palazzo Chigi per trovare insieme una via italiana all’integrazione.

L’incontro è stato promosso dal ministro alla Cooperazione internazionale e all’Integrazione, Andrea Riccardi, che in collaborazione con il ministero dell’Interno, rappresentato dal ministro Annamaria Cancellieri, ha indetto una Conferenza permanente “Religioni, cultura e integrazione”.

“Ci unisce – ha detto il ministro Riccardi – la preoccupazione per un passaggio delicato della società italiana: l’integrazione”. In questo senso, “le comunità religiose e i loro responsabili posso essere mediatori per l’integrazione virtuosa nella società italiana”.

Riproponiamo qui l’intervista a Gino Battaglia realizzata dal SIR:

Quali le finalità e le novità dell’incontro di ieri?
“È stato un incontro dei responsabili delle diverse comunità religiose in Italia. Comunità che ovviamente non sono omologabili tra loro, data la disparità di questi mondi religiosi, per cui si andava dal vescovo della Chiesa ortodossa romena al presidente dell’Unione buddista italiana. E poi erano presenti alcuni rappresentanti del mondo accademico coinvolti a vario titolo in questo tipo di problematiche. La finalità dell’iniziativa, credo sia quella di esaminare alcuni grandi dossier che riguardano l’integrazione, e di affrontarli da un punto di vista anche religioso. Si è parlato, per esempio, della scuola, delle intese, dei luoghi di culto, della formazione e dell’ingresso dei ministri di culto, ecc. C’è stato poi un momento di riflessione comune in cui i diversi esponenti religiosi hanno espresso le loro problematiche e le loro attese. L’intenzione, dunque, è quella di esaminare, di volta in volta, alcuni argomenti sensibili e importanti che possono avere una rilevanza per l’integrazione di queste comunità nel nostro Paese. Non è stata stabilita un’agenda, però c’è la prospettiva di ulteriori incontri”.

Ma che cosa ci si attende dai leader religiosi?
“Mi sembra che lo sfondo sia la ricerca di un modello d’integrazione italiano. C’è la preoccupazione di arrivare a delineare una via d’integrazione italiana, considerando che quello dell’immigrazione e dell’immigrazione di cittadini di altra religione, oltre che di altra nazionalità, sia un fatto relativamente recente per il nostro Paese, che necessita di una riflessione che chiami in causa anche i responsabili religiosi di queste comunità. Mi sembra poi che l’aspetto positivo è l’aver individuato nei leader religiosi dei possibili mediatori d’integrazione. I leader religiosi possono fare qualcosa a questo livello perché hanno un pulpito e hanno un seguito e perché, in fondo, l’appartenenza religiosa è un aspetto importante dell’identità di chi è immigrato, che anzi può essere addirittura riscoperto nell’esperienza della migrazione”.

La riunione a Palazzo Chigi è coincisa con il giorno in cui a Tolosa un uomo ha sparato davanti ad una scuola ebraica ammazzando 4 persone, di cui 3 bambini. È un monito per i leader religiosi?
“L’attentato di Tolosa è stato ricordato durante la riunione. Si tratta di un gesto antireligioso perché non ci può essere nessuna religione che accetta o che ammette l’uso della violenza per dare la morte ad altri. Certo, occorrerà attendere di capire la reale matrice che sta sotto all’attentato di Tolosa. Sembra che ci sia una motivazione neonazista. Rimane comune il problema di purificare, disintossicare il clima, perché certi discorsi circolano e, alla fine, una certa predicazione del disprezzo o dell’intolleranza può anche ispirare gesti folli”.

Messaggio di Benedetto XVI per la quaresima 2012

«Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone» (Eb10,24)

Quest’anno il Santo Padre parte dalla Lettera agli Ebrei che ci invita a meditare sulle tre virtù teologali: fede, speranza e carità, soffermandosi in particolare sul senso della carità cristiana ai giorni nostri.
Il suo messaggio vuole essere un invito a far tesoro del periodo quaresimale in modo tale che diventi momento propizio per ognuno di noi di accostarsi alla Parola di Dio e rinnovare il proprio cammino di fede.

 

Operare la carità vuol dire sentirsi responsabili del fratello che ci sta accanto, anche del suo bene spirituale: “Penso qui all’atteggiamento di quei cristiani che, per rispetto umano o per semplice comodità, si adeguano alla mentalità comune, piuttosto che mettere in guardia i propri fratelli dai modi di pensare e di agire che contraddicono la verità e non seguono la via del bene (…) Oggi Dio ci chiede di essere «custodi» dei nostri fratelli (cfr Gen 4,9), di instaurare relazioni caratterizzate da premura reciproca, da attenzione al bene dell’altro e a tutto il suo bene”

Ci invita inoltre a riscoprire il dono della reciprocità: L’attenzione agli altri nella reciprocità è anche riconoscere il bene che il Signore compie in essi e ringraziare con loro per i prodigi di grazia che il Dio buono e onnipotente continua a operare nei suoi figli. Quando un cristiano scorge nell’altro l’azione dello Spirito Santo, non può che gioirne e dare gloria al Padre celeste (cfr Mt 5,16)” …

Ci esorta infine a stimolarci a vicenda nell’opere della carità per camminare insieme verso la santità: “Tutti abbiamo ricevuto ricchezze spirituali o materiali utili per il compimento del piano divino, per il bene della Chiesa e per la salvezza personale (cfr Lc 12,21b; 1 Tm 6,18). In tale prospettiva dinamica di crescita si situa la nostra esortazione a stimolarci reciprocamente per giungere alla pienezza dell’amore e delle buone opere.

 

Ecco la versione integrale del Messaggio di Quaresima

Commento al messaggio di Quaresima di Marina Corradi

 

“Gesù nostro contemporaneo” dal 9-11 febbraio a Roma

Progetto culturale che il card. Camillo Ruini, presidente del Comitato Cei per il progetto culturale, ha definito l’evento internazionale che si svolge a Roma dal 9 all’11 febbraio.

Dire che Gesù è nostro contemporaneo – ha spiegato il card. Ruini ai giornalisti – non significa semplicemente rivendicarne l’attualità, ma dire molto di più, e cioè che Gesù è nostro contemporaneo proprio nella sua vicenda storica unica e irripetibile; non, quindi, semplicemente nel ricordo, o nel tentativo di modellare la nostra vita sulla sua, ma nella sua realtà. Questa è la posizione della fede, ed è su questo che vogliamo misurarci”.

L’obiettivo è quello di “riproporre tutto ciò su un piano culturale, che mostri che la fede non sia un salto nel vuoto: certo, c’è una componente di scelta libera, ma la fede è una scelta plausibile e ragionevole”.

Due le scelte di fondo del convegno: puntare sulla “figura storica” di Gesù, che “ha acquistato spessore e completezza”, come dimostra “la svolta nella ricerca storica su Gesù” che si è registrata negli ultimi dieci anni, ed evidenziare “l’attualità di Gesù, che emerge da una storia efficiente, che ha effetti e tuttora agisce, che da Lui è arrivata fino a noi, nella paradossale forma della Croce e della Resurrezione”. “Anche la storia dei discepoli di Gesù è una storia di Croce e Resurrezione”, ha fatto notare il cardinale: “Basti pensare al martirio, che accompagna la vicenda dei discepoli di Gesù e che anche oggi non è così raro”. Senza contare la “contiguità” con Gesù che “hanno molti uomini e molte donne”, come dimostrano molte biografie.

Il card. Ruini si è anche soffermato sul legame tra il primo evento internazionale organizzato dal Comitato Cei per il progetto culturale – “Dio oggi: con lui o senza di lui cambia tutto”, del 2009 – e quello che si svolgerà tra qualche giorno: “Il Dio in cui crediamo o non crediamo, in Italia ma anche in gran parte del mondo, è il Dio di Gesù Cristo, che ci è stato presentato da Gesù Cristo, con le sue parole e la sua vita. Se Gesù è importante per tanta gente, è perché la gente è convinta che abbia un rapporto speciale, unico con Dio. Gesù e Dio sono inseparabili, non solo per la fede ma anche per la cultura”.

Il primo a prendere la parola sarà il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della CEI. Dopo di lui, i cardinali Scola e Ravasi, i vescovi Sanna e Fisichella, studiosi quali Berger e Marion, Sequeri e Lutz.

In programma ci sono anche alcune testimonianze, a partire da quella del cardinale Joseph Zen, vescovo emerito di Hong Kong.

All’iniziativa è collegata anche una mostra fotografica di Monika Bulaj (Auditorium della Conciliazione, dal 7 all’11 febbraio, ore 10-19), la presentazione di un cortometraggio inedito di Liliana Cavani e un dibattito sulla fede e l’arte contemporanea, a partire da un’opera dell’artista italo-argentino Raul Gabriel. Gesù e le donne; Gesù e i poveri; i giovani e Gesù sono invece i titoli di alcune delle tavole rotonde, animate da figure di spicco del mondo della cultura e della comunicazione.

Per prendere parte alle diverse sessioni dell’evento, ricco di dibattiti pubblici e momenti in contemporanea, ci si può iscrivere sul sito www.progettoculturale.it, da cui sarà possibile seguire in diretta il convegno in streaming, così come sul sito www.tv2000.it

Programma

Da: SIR Servizio informazione religiosa

APERTURA CONVEGNO: DISCORSO DEL CARD BAGNASCO: DEL 9/02/12  FEDE E CULTURA L’incontro che salva

DISCORSO DEL TEOLOGO TEDESCO  KLAUS BERGER: FEDE E CULTURA Gesù rende visibile Dio

INTERVISTE del 10/02/12

Proponiamo l’intervista a Jean-Luc Marion, fra i più autorevoli pensatori viventi su come il messaggio cristiano continua a stimolare ed irradiare, in modi anche imprevedibili, la filosofia contemporanea. Già docente presso prestigiose università europee e statunitensi, accademico di Francia, dei Lincei e membro del Pontificio Consiglio della Cultura, Marion parteciperà OGGI al grande convegno romano «Gesù nostro contemporaneo», intervenendo proprio su «La potenza e la gloria del sacrificio» (ore 15, Auditorium Conciliazione).

intervista

Convegno Nazionale “Educare alla vita buona del Vangelo a scuola e nella FP”

Roma 18-19 Febbraio 2012   AR.SO – Centro Congressi Via Aurelia 773 – Roma

Il Centro Studi per la Scuola Cattolica della CEI organizza nei giorni 17-19 febbraio 2012 un Convegno Nazionale sul tema “Educare alla vita buona del Vangelo a scuola e nella FP”. L’obiettivo è quello di ripensare il progetto educativo della scuola cattolica all’inizio del decennio degli Orientamenti Pastorali in modo da poter sperimentare e verificare nel periodo 2010-20 la nuova impostazione.


scheda di iscrizione (iscriversi al più presto)

Note Organizzative
Per esigenze organizzative  è indispensabile inviare la scheda di iscrizione entro DOMANI 9 febbraio al Centro Studi Scuola Cattolica n. di fax 0666398451 o all’indirizzo e-mail csscuola@chiesacattolica.it
Il Centro Congressi AR.S.O, ha messo a disposizione del CSSC  35  stanze per gli ospiti che intendono pernottare presso la struttura  a tariffe in convezione.
Prima della prenotazione è indispensabile contattare la segreteria del CSSC per verificare la disponibilità. La quota del servizio richiesto  va versata al momento dell’iscrizione  mentre i  pranzi del 18 e del 19 febbraio  sono offerti dal Centro Studi Scuola Cattolica. Ulteriori dettagli nelle note organizzative della scheda di iscrizione

Benedetto XVI: l’eloquenza del silenzio nella comunicazione

Per la 46ma giornata delle comunicazioni sociali del 2012 che si terrà il 20 maggio

Benedetto XVI lancia un messaggio dal titolo “Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione” dove esorta tutti a praticare momenti di silenzio nel dialogo con l’altro, perché, dove vi è un eccesso di comunicazione vi è stordimento e l’uomo è impossibilitato ad entrare in autentico contatto con sè e con l’altro.

Il silenzio deve essere rivalutato e considerato parte integrante della dialettica comunicativa. A tal proposito il papà afferma:

“E’ importante accogliere le persone che formulano questi interrogativi, aprendo la possibilità di un dialogo profondo, fatto di parola, di confronto, ma anche di invito alla riflessione e al silenzio, che, a volte, può essere più eloquente di una risposta affrettata e permette a chi si interroga di scendere nel più profondo di se stesso e aprirsi a quel cammino di risposta che Dio ha iscritto nel cuore dell’uomo.  L’uomo non può accontentarsi di un semplice e tollerante scambio di scettiche opinioni ed esperienze di vita: tutti siamo cercatori di verità e condividiamo questo profondo anelito, tanto più nel nostro tempo in cui “quando le persone si scambiano informazioni, stanno già condividendo se stesse, la loro visione del mondo, le loro speranze, i loro ideali”

(Messaggio integrale per la GIORNATA DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI 2012)

“unità dei cristiani, dono e impegno”

Nell’Angelus Benedetto XVI ricorda l’importanza della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Per camminare insieme occorre l’impegno quotidiano di tutti: «Un dono di Dio che, però, per usare un’espressione che ripeteva spesso il Beato Papa Giovanni Paolo II, diventa anche impegno».

Benedetto XVI, nel corso dell’Angelus di questa domenica che cade a metà della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, richiama i pellegrini giunti in piazza San Pietro a unirsi alla parole di Gesù alla vigilia della sua passione: «Che siano una sola cosa perché il mondo creda».

Con un occhio alle tensioni internazionali e in particolare del Medio Oriente, il Papa ha voluto ricordare che «l’unità che viene da Dio esige il nostro quotidiano impegno di aprirci gli uni agli altri nella carità».

Per la Settimana di quest’anno, cominciata il 18 e che terminerà il 25 gennaio, è stato scelto il tema Tutti saremo trasformati dalla vittoria di Gesù Cristo nostro Signore. I sussidi sono stati preparati da un gruppo polacco. «La Polonia«, ha sottolineato Benedetto XVI, «ha conosciuto una lunga storia di lotte coraggiose contro varie avversità e ha ripetutamente dato prova di grande determinazione, animata dalla fede. Per questo le parole che formano il tema sopra ricordato, hanno una risonanza e una incisività particolari in Polonia. Nel corso dei secoli, i cristiani polacchi hanno spontaneamente intuito una dimensione spirituale nel loro desiderio di libertà ed hanno compreso che la vera vittoria può giungere solo se accompagnata da una profonda trasformazione interiore».

Al termine dell’Angelus il Pontefice ha dato appuntamento al prossimo mercoledì, nella basilica di San Paolo fuori le Mura per la solenne celebrazione dei vespri che conclude la settimana. Con Benedetto XVI saranno presenti anche i rappresentanti delle altre Chiese e Comunità cristiane.

da: Famiglia cristiana  n.4  22 Gennaio 2012

Per leggere in forma integrale l’ Angelus del Papa

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