Noi genitori testimoni della bellezza della vita

Il 14 giugno, in piazza San Pietro, si è tenuto il Convegno ecclesiale diocesano sul tema “Vi trasmettiamo quello che abbiamo ricevuto – Noi genitori testimoni della bellezza della vita”. E sono stati proprio loro, i genitori, i protagonisti dell’incontro di preghiera e riflessione con Papa Francesco in programma dalle 18. 

«I dieci temi scelti per gli altrettanti laboratori – spiega monsignor Andrea Lonardo – rappresentano “punti di vista” per sottolineare che «l’iniziazione cristiana è un momento favorevole per l’educazione dei bambini e dei ragazzi e per il riavvicinamento delle famiglie alla Chiesa”. “Basti pensare – aggiunge il direttore dell’Ufficio catechistico diocesano che dirige anche il Servizio diocesano per il catecumenato – che ogni anno tra i 10 e i 15 genitori, papà o mamme, iniziano un percorso di preparazione ai sacramenti dell’iniziazione cristiana perché vedono il battesimo dei propri figli; infatti anche l’esperienza del figlio influenza il genitore”.

Quel che è certo è che i genitori sono, in certo senso, “obbligati” a ridomandarsi tutto sulla vita per il fatto stesso di trasmettere la vita. “E cosa vale la pena trasmettere? Lo si deciderà a partire da ciò che si è ricevuto”. Di qui la scelta della frase della prima lettera di Paolo ai Corinti, “Vi trasmettiamo quello che abbiamo ricevuto”, come prima parte del tema del Convegno diocesano di quest’anno.

“Tutti i sacerdoti – afferma ancora Lonardo – avvertono che il coinvolgimento dei genitori nel cammino dell’iniziazione cristiana e il loro impegno nell’educazione della fede dei figli è un nodo decisivo. Occorre rafforzare il loro legame con la parrocchia ma è anche importante rilanciare un’alleanza tra parrocchia, famiglia e scuola. Infatti la sensazione diffusa – conclude il sacerdote – è che i genitori siano in attesa di una proposta, a differenza di quello che comunemente si pensa”.

Riportiamo gli interventi nei link sottostanti:

Convegno diocesano 2015: il discorso di papa Francesco ai genitori dell’Iniziazione cristiana

«Ricordatevi di quello che ha detto quel bambino: “Oggi ho visto papà e mamma baciarsi!”. Che bello!… Il Signore vi ha scelti per amarvi e trasmettere la vita. Queste due cose sono la vocazione dei genitori… Non vi dimenticate mai che i vostri figli vi guardano sempre… la differenza tra uomo e donna è la “prima” e la fondamentale differenza, costitutiva dell’essere umano… ricordo anche una coppia che dovevano a sera “ri-catechizzare” i bambini per quello che riportavano da alcuni professori della scuola. Queste colonizzazioni ideologiche, che fanno tanto male… la nostra città ha bisogno di rinascere moralmente e spiritualmente».

Discorso di papa Francesco all’apertura del Convegno ecclesiale della Diocesi di Roma

Convegno diocesano 2015. La relazione di don Andrea Lonardo

A questo link La responsabilità dei genitori, testimoni della bellezza della vita. Relazione di d. Andrea Lonardo, al Convegno diocesano 2015

Convegno diocesano 2015. La relazione della dott.ssa Manna

A questo link la relazione I genitori e la trasmissione della fede ai figli a Roma. Presentazione del rapporto del Censis al Convegno diocesano 2015 da parte di Elisa Manna

Convegno diocesano 2015: le schede dei 10 laboratori

Strumento di lavoro del Convegno pastorale 2015. Noi genitori testimoni della bellezza della vita. “Vi trasmettiamo quello che abbiamo ricevuto” (cfr. 1 Cor 15,3)

Lettera del Cardinale Vicario per il Convegno diocesano 2015. “Vi trasmettiamo quello che abbiamo ricevuto” (cfr. 1 Cor 15,3). Noi genitori testimoni della bellezza della vita

A questo link sono disponibili:
1/ La Lettera del Cardinale Vicario per il Convegno diocesano 2015. “Vi trasmettiamo quello che abbiamo ricevuto” (cfr. 1 Cor 15,3). Noi genitori testimoni della bellezza della vita
2/ Il programma del Convegno Diocesano 2015
3/ La Scheda per la preparazione dei genitori al Convegno

 

Dal percorso formativo per collaboratori della catechesi diocesana

La formazione è elemento decisivo nell’evangelizzazione e nella catechesi per cui è prioritario il compito dell’animazione e preparazione dei catechisti. Il Corso, tenutosi a Monopoli, è stato rivolto ai collaboratori degli Uffici Catechistici Diocesani, ai componenti delle équipe regionali e diocesane, agli incaricati della catechesi delle aggregazioni ecclesiali e a quanti hanno responsabilità formativa nei confronti dei catechisti di base. Il suo obiettivo è stato quello di qualificare i partecipanti nella conoscenza delle dimensioni portanti della catechesi italiana attuale, abilitandoli a collaborare nelle équipe diocesane di catechesi e a comunicare quanto appreso ai catechisti.

Ecco i materiali:

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La Formazione di base per i catechisti

Una formazione che non evolve, che non tiene conto dei mutamenti in corso, ha come conseguenza la preparazione di catechisti abilitati solo per interventi generici e comunque obsoleti rispetto alle attuali necessità. Si avverte il bisogno di percorrere nuove vie ma si fatica a intuire la direzione verso cui muoversi. E’ tuttavia una ponderazione necessaria, perché la scelta del modello formativo non è mai neutra.
In questo contesto si inserisce il presente studio che offre delle riflessioni teoriche e indicazioni operative stimolanti. Un primo elemento significativo è costituito dal ricorso a tutte e tre le dimensioni che animano la catechesi, quella teologica, pedagogica e comunicativa, strettamente intrecciate per dar vita a un quadro teorico capace di sostenere poi l’impianto formativo proposto.
I punti di riferimento interessano quattro orizzonti: antropologico, ecclesiologico, culturale e comunicativo. In particolare, vi si trovano enfatizzati: la visione di uomo fondamentalmente aperto alla Parola Rivelata, costitutivamente relazionale, in tensione permanente verso la maturità; il “noi ecclesiale”, in una comunità ermeneutica che assume il Crocifisso come propria identità; l’urgenza di abitare la modernità in modo ermeneutico, cioè libero ma responsabile; la comunicazione rituale empatica e lo stile del farsi accanto, tipico di micro-comunità empatiche.
Sulla base di questi presupposti, trovano un originale sviluppo i concetti di catechesi come circolarità comunicativo-educativa, esaminato a livello di processo catechistico, di strutturazione dei contenuti e di rapporto tra i soggetti dell’atto catechistico, e diapprendimento trasformativo, caratterizzato dalla centralità dell’educando e della dimensione esperienziale.
Un altro elemento qualificante è dato dall’opzione di pensare la formazione in termini di “competenze”. Questa scelta sottolinea la necessità di andare oltre l’approssimazione con cui ancora frequentemente si risolve la formazione degli operatori pastorali. Alle tre classiche dimensioni della formazione (essere, sapere e saper fare) e a quella ormai acquisita nel mondo della formazione ecclesiale del “saper stare con”, viene aggiunta una quinta “macro-competenza”, quella del “saper stare in”. Quest’ultima competenza, che ruota intorno al concetto di inculturazione, è un primo tentativo coraggioso di attirare l’attenzione su una nuova dimensione della formazione, una intuizione “promettente” seppure bisognosa di ulteriore elaborazione.
Per quanto riguarda le linee generali per una proposta formativa, nelle pagine del libro sono condensate le migliori intuizioni dell’attuale riflessione catechetica sulla formazione. Le scelte di metodo sono quattro: il gruppo di formazione inteso come micro-comunità empatica di pratica; il modello formativo del laboratorio, suggerito nella Nota pastorale del 2006, realizzato però in forma “mitigata”; il “Progetto Personale di Formazione”, con le finalità di monitorare, valutare e orientare l’attività formativa; l’equipe dei formatori, che mette in campo un atteggiamento di cura qualificante e promovente l’autoformazione dei catechisti.
Si è di fronte a un lavoro non “buono” – nel senso di accomodante – ma “provocante”, per le tesi che vi sono sostenute. Il testo si limita a presentare elementi teorici, ma l’Autore da anni sta sperimentando con esisti incoraggianti nella vita concreta della sua Diocesi l’applicazione pratica delle sue riflessioni e intuizioni. Auguriamo che in una prossima pubblicazione possa offrire pure il risultato di questa esperienza positiva, nella consapevolezza che – al di là di tutto – è dai “frutti” che si verifica la qualità dell’albero (Mt 7,16-20).

La nuova Evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana

L’Istituto di Catechetica, fedele alla tradizione, organizza anche quest’anno una giornata di studio per docenti e dottorandi, su un tema catechetico particolarmente rilevante.

Questa giornata si realizza nel 50° Anniversario dell’inizio del Concilio Vaticano II, nell’anno della fede, alcuni mesi dopo la celebrazione del Sinodo dei Vescovi su: La nuova Evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana.

Per questo motivo è stato scelto come tema: Il primo annuncio nel contesto della nuova evangelizzazione. Alla luce del recente Sinodo dei vescovi.

La giornata di studio si realizzerà il sabato 2 marzo 2013 presso l’Università Pontificia Salesiana, dalle 9.00 alle 17.00.

Abbiamo invitato per questa circostanza un esperto di fama internazionale, il Prof. Xavier Morlans i Molina, docente della Facoltà di Teologia di Catalunya (Barcellona), consultore del Pontificio Consiglio per la Nuova evangelizzazione.

Contenuto delle relazioni:

– Approssimazione pastorale, biblica e teologica al primo annuncio. Perché oggi la preoccupazione per il primo annuncio? Origine del primo annuncio: il kerygma apostolico.

– L’esperienza pastorale “Tornar a creure” (Ritornare a credere) nelle diocesi di Barcellona, Salsona e S. Feliu di Llobregat (2012-2013).

–  Proposta di un piano di nuova evangelizzazione in base all’articolazione di primo annuncio, itinerari di (re-)iniziazione cristiana e scuole diocesane di evangelizzazione. (Cf. Proposte del Sinodo dei vescovi, specialmente le Propositiones: 9, 10, 40, 45 e 47).

Ad ogni relazione farà seguito un tempo di dialogo con il relatore.

Naturalmente saremo onorati della sua presenza e del contributo che potrà offrire alla riflessione su un tema così importante.

Le adesioni vanno comunicate via E-Mail, entro e non oltre il 15 febbraio 2013 a: pastore@unisal.it

Siamo lieti di offrirvi il pranzo. Se qualcuno dovesse arrivare la sera del 1° di marzo è pregato di segnalarlo per tempo, per garantire l’ospitalità nella struttura della Università.

SCARICA IL PROGRAMMA:

Giornata ICA 2013 – Programma

QUALCHE INFORMAZIONE SU:

Morlans Xavier

 

Con viva cordialità e amicizia.

Corrado Pastore                                                         

Direttore dell’Istituto di Catechetica                        

L’ascolto per il discernimento

Si è svolto nei giono 28-30 novembre a Roma, presso la Domus Mariae (via Aurelia, 481) il seminario dal titolo “L’ascolto per il discernimento”, organizzato dalla Commissione Episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi (CEDAC).
La Commissione ha in programma una serie di seminari per la verifica e il rilancio della catechesi in Italia e per elaborare un “documento condiviso” per il rinnovamento di percorsi e strumenti.
 
“Punto di riferimento – spiega il Direttore dell’Ufficio Catechistico Nazionale, Don Guido Benzi – resta il Documento Base Il rinnovamento della catechesi (2 febbraio 1970), che ancora avvertiamo fonte di riflessione per l’azione delle comunità cristiane nell’adempimento delle prospettive pastorali messe in luce dal Concilio Vaticano II. Questo documento, tutt’ora valido sotto il profilo teologico, pedagogico e pastorale, deve tuttavia essere aggiornato per il mutato orizzonte culturale, sociale ed ecclesiale”.
 
I lavori del seminario si sono sviluppati intorno a tre nuclei, messi a tema da don Luca Bressan, della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, da fr. Enzo Biemmi, presidente dei Catecheti Europei, e da don Ubaldo Montisci, dell’Università Pontificia Salesiana.
Al centro dell’attenzione innanzitutto la catechesi in Italia nell’orizzonte della nuova evangelizzazione, con la necessità per la Chiesa di abitare questo nuovo clima culturale in modo propositivo, riscoprendo la ricchezza della mistagogia, l’importanza del primo annuncio e la sfida della testimonianza.
In un secondo momento sono stati presi in esame i contenuti, i percorsi, i contesti e gli strumenti della catechesi. Come una comunità credente può accompagnare all’incontro con Cristo e mediare i contenuti cognitivi, celebrativi ed etici della fede? Con quali linguaggi, in modo da evitare gli estremi di un solo approccio razionale, da una parte, o emotivo e narrativo, dall’altra? Quali percorsi per il primo annuncio e l’iniziazione cristiana e attraverso quali concreti strumenti adeguare l’annuncio alle diverse fasce d’età, alle diverse situazioni di vita, alle diverse condizioni rispetto alla fede?
Infine è stato approfondito il discorso sul rinnovamento delle nuove figure di catechista, sulla loro identità e funzione, ma soprattutto sulla loro formazione, progettandola con cura e valorizzando l’apporto delle scienze umane.
 
Martedì 29 novembre mons. Mariano Crociata, Segretario Generale della CEI, ha presieduto la celebrazione dell’Eucaristia. “La catechesi – ha affermato mons. Crociata -, come la stessa evangelizzazione, non è solo opera di singoli pionieri o di personalità eccezionali (che pure lo Spirito non cessa di suscitare tra noi); essa è impegno di tutta quanta la Chiesa, che nel tessuto quotidiano, e nell’«ora» di ogni giorno, sa riconoscere e gioire, con Gesù, della benevolenza del Padre.”
 
IN ALLEGATO LE RELAZIONI DISPONIBILI
 
Consulta il Programma 
 
Saluto
S.E. Mons. Marcello SEMERARO
 
Introduzione
S.E. Mons. Lucio SORAVITO DE FRANCESCHI
 
Prima Relazione – input
Don Luca BRESSAN
 
Seconda Relazione – input
Fr. Enzo BIEMMI
 
Terza Relazione – input
Don Ubaldo MONTISCI
 
Omelia
S.E. Mons. Mariano CROCIATA
 

Famiglia e vita, impegni profetici

Nel testo del comunicato finale del Consiglio Permanente (Roma, 24-27 settembre), l’attenzione dei Vescovi nei confronti della famiglia, per la quale rinnovano l’appello a politiche fiscali che la tutelino e ne rispettino la libertà educativa; la responsabilità per la qualità delle vocazioni e la santità dei sacerdoti; la formazione di comunità che siano ambiente educante per la fede, animate da una catechesi adulta anche nei contenuti; il dialogo con la cultura, nella proposta del paradigma antropologico che scaturisce dal Cristianesimo.

Conferenza Episcopale Italiana

CONSIGLIO PERMANENTE

Roma, 24 – 27 settembre 2012

COMUNICATO FINALE

«Questo Concilio tutto si risolve nel suo conclusivo significato religioso, altro non essendo che un potente e amichevole invito all’umanità d’oggi a ritrovare, per via di fraterno amore, quel Dio “dal Quale allontanarsi è cadere, al Quale rivolgersi è risorgere, nel Quale rimanere è stare saldi, al Quale ritornare è rinascere, nel Quale abitare è vivere” (Sant’Agostino). Così noi speriamo al termine di questo Concilio ecumenico vaticano secondo e all’inizio del rinnovamento umano e religioso, ch’esso s’è prefisso di studiare e di promuovere; così speriamo per noi, Fratelli e Padri del Concilio medesimo; così speriamo per l’umanità intera, che qui abbiamo imparato ad amare di più ed a meglio servire».

L’ampia citazione di Paolo VI (7 dicembre 1965) con cui si è conclusa la sessione autunnale del Consiglio Episcopale Permanente (24 – 27 settembre 2012) – riunito a Roma sotto la presidenza del Card. Angelo Bagnasco – ne riassume lo spirito, la finalità e gli stessi contenuti.

La prolusione e il confronto che l’ha seguita hanno dato voce alle difficoltà della gente, senza venire meno a uno sguardo di speranza e di incoraggiamento. I Vescovi si sono soffermati sulla famiglia, per la quale rinnovano l’appello a politiche fiscali che la tutelino e ne rispettino la libertà educativa.

Alla vigilia del Sinodo dedicato al tema della Nuova Evangelizzazione e dell’apertura dell’Anno della Fede nel 50° anniversario del Concilio Vaticano II e nel 20° della pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, il Consiglio Permanente ha focalizzato la propria riflessione su alcuni temi e iniziative: la formazione cristiana degli adulti tra rinnovamento e istanza educativa, all’indomani dei Convegni catechistici regionali; la pastorale vocazionale, con la trasformazione del Centro Nazionale Vocazioni in Ufficio Nazionale; la 47ª Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, incentrata sulla famiglia, cellula primaria e fondamentale della vita sociale (Torino, 12 – 15 settembre 2013); il Convegno Ecclesiale Nazionale  sul tema della fede, criterio veritativo d’interpretazione del vivere umano (Firenze, 9 – 13 novembre 2015). In vista di tale appuntamento, il Consiglio Permanente ha provveduto a costituire un Comitato preparatorio e ne ha eletto la Presidenza.

Nei corso dei lavori è stata, quindi, analizzata la situazione concernente i registri comunali delle cosiddette unioni di fatto e delle dichiarazioni anticipate di trattamento; si è fatta una valutazione del primo quinquennio del Comitato per il progetto culturale, individuando ambiti e compiti per il prossimo futuro; è stato approvato il nuovo regolamento dell’Ufficio Nazionale per l’educazione, la scuola e l’università; si è proceduto ad adeguare la Convenzione per il servizio pastorale in missione dei presbiteri diocesani; è stato approvato il Messaggio per la Giornata per la Vita (3 febbraio 2013).

Il Consiglio Episcopale Permanente ha provveduto anche ad alcune nomine, fra le quali quella di membri di Commissioni Episcopali e di direttori di Uffici Nazionali.

Famiglia e vita, impegni profetici

Il «reticolo di corruttele e di scandali», che attraversa la classe politica e motiva indignazione e ostilità nella cittadinanza, ha portato i membri del Consiglio Permanente a lamentare la distanza tra l’Italia dei “furbi” e quella degli onesti. La tradizione culturale del Paese è enorme – hanno rilevato – ma si stenta a vederne in atto le ricadute; prevale la demagogia delle opinioni, mentre si fatica a formare le coscienze di quei credenti che si sono volti all’impegno politico e che necessitano di essere sostenuti anche nella vita spirituale, perché questa ispiri loro comportamenti coerenti. Si avverte la necessità di un nuovo patto sociale, a partire dalla riscoperta di ragioni vere e condivise che possano far vivere insieme una vita buona e virtuosa.

Il confronto all’interno del Consiglio ha permesso di focalizzare la drammatica situazione in cui tanta gente ormai vive: precariato, disoccupazione, aziende in forti difficoltà, insolvenza da parte di enti locali. La realtà che porta il peso maggiore della crisi rimane la famiglia, principale ammortizzatore sociale e condizione del possibile rilancio del Paese. Per questo il Consiglio Permanente rimarca l’urgenza di politiche fiscali che la tutelino, riconoscendole, ad esempio, libertà educativa e, quindi, un maggiore sostegno alla scuola, compresa quella paritaria. Specie attraverso le Caritas, si conferma il volto di una Chiesa vicina e solidale, riferimento credibile anche nella proposta di stili di vita sobri ed essenziali. La stessa Chiesa rimane, perciò, sconcertata a fronte di forze politiche e culturali preoccupate, paradossalmente, di indebolire ulteriormente la famiglia: il riferimento è al tentativo di regolamentazione giuridica delle cosiddette unioni di fatto, per le quali anche in Italia alcuni gruppi avanzano pressanti richieste di riconoscimento, in termini che si vorrebbero analoghi – se non identici – a quelli previsti per la famiglia fondata sul matrimonio; una tutela che, nelle intenzioni, verrebbe estesa anche alle unioni omosessuali.

L’analisi della situazione porta a rilevare che nei Comuni italiani che hanno istituito registri per le unioni civili il numero degli iscritti rimane irrilevante, se non nullo. Questo dato – unito alla consapevolezza che tali iniziative sono di dubbia legittimità sotto il profilo giuridico e carenti di utilità pratica – non impedisce di coglierne il valore simbolico e la carica ideologica rispetto al modello costituzionale: l’unione tra l’uomo e la donna sancita dal patto matrimoniale.

Ad analoga considerazione i Vescovi sono giunti anche per le dichiarazioni anticipate di trattamento, raccolte nei registri istituiti da alcuni Comuni, che pure concorrono a diffondere una precisa e discutibile cultura attorno al fine vita.

Il Consiglio Permanente ha quindi ribadito l’impegno della Chiesa a tutela della famiglia naturale e a difesa della vita umana nella sua inderogabile dignità: un impegno – è stato evidenziato – profondamente “laico”, che va a beneficio dell’intera comunità civile. Di tale impegno è parte anche l’annuncio della bellezza del progetto matrimoniale e familiare e, quindi, la difesa della domenica, quale giorno libero dal lavoro e dedicato alla famiglia e alla festa.

Catechesi, assunzione del pensiero di Cristo

Alla luce dei 16 Convegni regionali promossi dall’Ufficio Catechistico Nazionale – una sorta di Convegno diffuso che, da aprile a settembre 2012, ha animato in maniera capillare il territorio nazionale – il Consiglio Permanente si è soffermato sulla catechesi, quale forma decisiva nell’educazione alla fede.

La responsabilità di comunicare e testimoniare la fede alle nuove generazioni ha il suo soggetto nell’intera comunità cristiana: questa consapevolezza richiede un forte investimento sulla formazione e l’accompagnamento degli adulti, a partire da quanti già partecipano alla vita ecclesiale. Compito prioritario della Chiesa, del resto, rimane la riscrittura della proposta cristiana nelle coscienze delle persone e nel loro vissuto.

Una comunità che sia ambiente educante per la fede, inoltre, non può che essere animata da una catechesi adulta anche quanto ai contenuti, nell’attenzione a plasmare in ogni età credenti capaci di rendere ragione della speranza che li anima: può dirsi adulto soltanto chi è capace di restituire quanto ha ricevuto, assicurando la continuità tra le generazioni e la vitalità della stessa comunità.

Per questo i Vescovi hanno sottolineato l’importanza di concludere la fase delle sperimentazioni degli itinerari di iniziazione cristiana e di fare comunione e unità attorno al progetto catechistico e agli stessi catechismi della CEI. L’obiettivo di tale investimento è la formazione e l’assunzione del pensiero di Cristo – «Pensare secondo Cristo e pensare Cristo attraverso tutte le cose» (S. Massimo il Confessore) –; necessita di legami integranti con l’esperienza celebrativa e con quella caritativa, nonché della valorizzazione di particolari momenti – quali la richiesta del battesimo e della prima Comunione – per un cammino di relazione e di incontro con la famiglia, in una prospettiva pastorale attenta a mantenere il carattere popolare dell’esperienza ecclesiale. È stato, infine, chiesto dai Vescovi di mantenere prioritario l’impegno di formazione dei catechisti.

La Commissione Episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi ha, quindi, aggiornato il Consiglio Permanente circa il lavoro di stesura di nuovi orientamenti che, riaffermando il valore del documento di base, Il rinnovamento della catechesi (1970), indichino le scelte pastorali delle Chiese in Italia per svolgere la loro missione evangelizzatrice.

Vocazioni, questione di fede

La matrice antropologica della cultura corrente rimanda a un io autocentrato, che idolatra la propria individuale libertà e ha come riferimento soltanto se stesso. Dal rischio di tale mentalità non sono immuni gli stessi sacerdoti: riconoscerlo per i Vescovi è stato un riappropriarsi della responsabilità della santità del proprio clero, nell’impegno a prevenirne, per quanto possibile, le cadute e ad accompagnarlo con una formazione adeguata, perché la sua vita sia abitata dal Signore.

Su tale tema i Vescovi hanno sviluppato un’ampia riflessione, alla luce del documento “Orientamenti pastorali per la promozione delle vocazioni al ministero sacerdotale” della Congregazione per l’educazione cattolica.

La preoccupazione dei Pastori – più ancora che il calo numerico dei sacerdoti – riguarda i criteri che, nella mentalità corrente, guidano un giovane nella costruzione della propria identità: spesso il singolo ritiene di potersela costruire da sé, scegliendosi i riferimenti e le risorse che ritiene maggiormente confacenti al proprio benessere psicologico ed emotivo. La condizione che innerva un’autentica vocazione – ha evidenziato a più riprese il Consiglio Permanente – rimane la fede, coltivata nella relazione con Cristo: da qui nasce l’elemento unificante dell’identità teologica e della vita spirituale del sacerdote, che porta a quella carità pastorale caratterizzata dalla totalità del dono della vita.

Tra i “luoghi” di formazione i Vescovi hanno indicato la pastorale giovanile, la direzione spirituale e il Seminario Minore o, comunque, una forma di pre–Seminario.

Il Consiglio Episcopale Permanente ha, quindi, sancito il passaggio del Centro Nazionale Vocazioni a nuovo Ufficio Nazionale per la pastorale delle vocazioni, approvandone il regolamento e inserendolo a pieno titolo nella Segreteria Generale della CEI. In questo modo ha dato nuova configurazione giuridica a un organismo che ora diventa segno più adeguato della collocazione della dimensione vocazionale nel contesto della pastorale delle Chiese particolari in Italia.

Un Comitato per Firenze 2015

Il V Convegno Ecclesiale Nazionale si terrà a Firenze sul tema della fede, cifra veritativa di interpretazione del vivere umano. In vista di tale appuntamento il Consiglio Permanente ha costituito un Comitato preparatorio, del quale ha eletto la Presidenza: un Presidente e tre Vice Presidenti (espressioni rispettivamente del Nord, del Centro e del Sud dell’Italia), oltre al Segretario Generale della CEI.

Il compito affidato al Comitato concerne la presentazione alla prossima Assemblea Generale non solo della proposta del titolo del Convegno, ma del programma del percorso preparatorio e delle modalità più idonee a favorire il coinvolgimento e la partecipazione del popolo cristiano nelle sue varie articolazioni.

I Vescovi, dopo aver fissato la data dell’assise (9 – 13 novembre 2015), ne hanno richiamato la funzione di approfondimento della tematica del decennio nella sua proiezione culturale e sociale. In particolare, hanno raccomandato che venga evidenziata la natura cristiana dell’umanesimo, a dire quanto il Cristianesimo sia indispensabile per la storia, la cultura e l’attualità del Paese, e come l’erosione di tali radici comprometta la base su cui è fondata la comunità nazionale.

L’attenzione a rilanciare le fonti dell’umanesimo sociale, in un contesto che vede il declino dell’ambizioso progetto della modernità, si completa nella consapevolezza di essere, come credenti, portatori di una parola decisiva circa l’umano, quindi la libertà, la responsabilità e le relazioni, vissute in chiave trinitaria: con l’Apostolo, i Vescovi annunciano che «se uno è in Cristo, è una nuova creatura» (2Cor 5,17).

Abitare la cultura

Una valutazione del primo quinquennio del Comitato per il progetto culturale ha offerto al Consiglio permanente l’occasione di un confronto con il Card. Camillo Ruini, che del Comitato è Presidente.

Il Cardinale ha presentato le iniziative scaturite da una sistematica riflessione sul momento attuale della società e della Chiesa: i rapporti-proposta e gli eventi internazionali.

I Vescovi, nell’esprimere gratitudine per questo lavoro di penetrazione della cultura “alta”, hanno raccomandato che il Comitato continui – in mezzo a quella “promessa mancata” che, per molti versi, è stata la modernità – a proporre il paradigma antropologico che scaturisce dal Cristianesimo. Circa i contenuti sui quali lavorare, il Consiglio Permanente ha espresso un’attenzione privilegiata per i giovani, per arrivare a dialogare meglio con la loro cultura, usando i linguaggi e gli strumenti più idonei a evangelizzarla in profondità.

Al riguardo, Avvenire e TV2000, il SIR nonché i settimanali e le emittenti diocesane, sono colti nel loro decisivo valore in merito alla formazione dell’opinione pubblica. Nel rilanciare l’impegno a sostenerli e a promuoverne la diffusione, i Vescovi domandano che si individuino strategie anche per valorizzare la rete di internet.

Varie

Il Consiglio Permanente ha preso in esame tema, programma e itinerario di preparazione alla 47ª Settimana Sociale dei Cattolici Italiani (Torino, 12-15 settembre 2013). Sarà imperniata sulla famiglia, con l’intento di presentarla come cellula primaria e fondamentale della vita sociale, portatrice di diritti – a partire dalla libertà educativa –, risorsa da sostenere e da cui ripartire per dare speranza anzitutto ai giovani.

Di famiglia parla anche il Messaggio per la Giornata per la Vita (3 febbraio 2013), nel quale i Vescovi esprimono vicinanza solidale a quanti sono duramente provati dalla crisi, mentre rilanciano il valore della persona e della vita umana fin dal concepimento.

Per aggiornarlo alla situazione attuale, il Consiglio Permanente ha approvato il nuovo regolamento dell’Ufficio Nazionale per l’educazione, la scuola e l’università. Le modifiche sono finalizzate, in particolare, a ridare unitarietà a questi diversi ambiti, facendoli confluire in un’unica Consulta.

Nel corso dei lavori è stata adeguata anche la Convenzione che regola il servizio pastorale in missione dei presbiteri diocesani. I principali mutamenti riguardano l’inserimento nel sistema di sostentamento del clero dei sacerdoti fidei donum, il versamento dei contributi previdenziali al Fondo clero dell’INPS da parte dell’Istituto Centrale per il sostentamento del clero, nonché le coperture previste dalla polizza sanitaria per il clero, stipulata dall’ICSC.

Nomine

Nel corso dei lavori, il Consiglio Permanente ha proceduto alle seguenti nomine:

– Presidente del Comitato Preparatorio del V Convegno ecclesiale nazionale (Firenze 2015): S.E. Mons. Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino.

– Vice Presidenti del Comitato Preparatorio del V Convegno ecclesiale nazionale (Firenze 2015): S.E. Mons. Gianni Ambrosio, Vescovo di Piacenza – Bobbio, per il Nord; S.E. Mons. Mansueto Bianchi, Vescovo di Pistoia, per il Centro; S.E. Mons. Antonino Raspanti, Vescovo di Acireale, per il Sud.

– Membro della Commissione Episcopale per il clero e la vita consacrata: S.E. Mons. Arturo Aiello, Vescovo di Teano – Calvi.

– Membro della Commissione Episcopale per la famiglia e la vita: S.E. Mons. Alberto Tanasini, Vescovo di Chiavari.

– Direttore dell’Ufficio Nazionale per i problemi giuridici: Mons. Giuseppe Baturi (Catania).

– Direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport: Mons. Mario Lusek (Fermo).

– Direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale della sanità: Don Carmine Arice (Società dei Sacerdoti di San Giuseppe Benedetto Cottolengo).

– Direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale delle vocazioni: Mons. Domenico Dal Molin (Vicenza).

– Responsabile del Servizio Nazionale per la pastorale giovanile: Don Michele Falabretti (Bergamo).

– Responsabile del Servizio Nazionale per l’insegnamento della religione cattolica: Don Daniele Saottini (Brescia).

– Coordinatore Nazionale della pastorale per gli immigrati albanesi in Italia: Don Pasquale Ferraro (Roma).

– Coordinatore Nazionale della pastorale per i cattolici indiani di rito latino in Italia: Don Rajan Madakkudiyan (Kannur, India).

– Assistente ecclesiastico centrale dell’Azione Cattolica Italiana per il settore adulti: Don Emilio Centomo (Vicenza).

– Assistente ecclesiastico nazionale per la Branca Rover – Scolte dell’Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani: Padre Giovanni Gallo, C.O.

– Assistente ecclesiastico generale dell’Associazione Italiana Guide e Scouts d’Europa Cattolici: Don Stefano Caprio (Foggia – Bovino).

– Assistenti ecclesiastici nazionali dell’Associazione Italiana Guide e Scouts d’Europa Cattolici:  Don Giovanni Facchetti (Bolzano – Bressanone), per la Branca Guide;  Don Fabio Menghini (Pitigliano – Sovana – Orbetello), per la Branca Esploratori; Don Claudio Barboni (Cerignola – Ascoli Satriano), per la Branca Rover; Padre Peter Dubovsky, SJ, per la Branca Coccinelle; Padre Andrea Cova, OFM Capp., per la Branca Scolte.

– Consulente ecclesiastico nazionale del Centro Sportivo Italiano: Don Alessio Cirillo Albertini (Milano).

– Consigliere ecclesiastico nazionale della Coldiretti: Don Paolo Bonetti (Gorizia).

– Assistente ecclesiastico centrale della Fondazione Centesimus Annus – Pro Pontifice: Don  Giovanni Fusco (Melfi – Rapolla – Venosa).

La Presidenza, nella riunione del 24 settembre, ha proceduto alle seguenti nomine:

– Membro dell’Osservatorio centrale per i beni culturali di interesse religioso di proprietà ecclesiastica, in rappresentanza della Conferenza Episcopale Italiana: Don Bassiano Uggé, Sottosegretario della CEI.

– Assistenti Ecclesiastici dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – sede di Roma: don Angelo Auletta (Tricarico), don Paolo Angelo Bonini (Albenga – Imperia), don Luciano Oronzo Scarpina (Nardò – Gallipoli), don Matthew James Solomon (Roma).

– Assistente Ecclesiastico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – sede di Brescia: don Roberto Lombardi (Brescia).

– Membri del Collegio dei Revisori dei Conti della Fondazione Centro Unitario per la cooperazione missionaria tra le Chiese (CUM): Rag. Ruggero Mischi (Presidente); Ing. Livio Gualerzi (Membro).

La Presidenza, nella medesima riunione, ha dichiarato l’assunzione ad interim delle funzioni di Presidente della Commissione Episcopale per le migrazioni da parte di S.E. Mons. Paolo Schiavon, Vescovo ausiliare di Roma.

Selezione Nazionale. Progetti di formazione diocesana per catechisti

Anno pastorale 2013 – Anno della Fede

Presentazione del Regolamento

L’Ufficio Catechistico Nazionale (UCN) della CEI e in collaborazione con il Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica (SPSE) della CEI, indice una Selezione Nazionale di Progetti di Formazione Diocesana per Catechisti.

Alla luce degli orientamenti pastorali 2010-2020 dell’Episcopato Italiano Educare alla vita buona del Vangelo, annunciare Cristo significa portare a pienezza l’umanità e quindi seminare cultura e civiltà.

Non c’è nulla, nella nostra azione, che non abbia una significativa valenza educativa. Così anche i temi legati al sostegno economico alla Chiesa possono affiancarsi a pieno titolo a tutti gli altri aspetti pastorali che concorrono ad educare alla vita buona del Vangelo.

Perciò il titolo della selezione è “Non di solo pane. Formazione catechistica, corresponsabilità economica e partecipazione dei fedeli alla vita della Chiesa”.

La selezione coinvolge gli Uffici Catechistici Diocesani (UCD) nella formazione dei catechisti e tra gli obiettivi si pone anche quello di valorizzare il precetto di “sovvenire alle necessità della Chiesa”, diffondendo i valori alla base del suo sostegno economico ed educando i fedeli ad una loro effettiva corresponsabilità e partecipazione alla vita della Chiesa.

Scarica il Regolamento completo

Convegno della Equipe Europea di Catechesi

Si è svolto a Malta (30 maggio- 4 giugno) il Convegno della Equipe Europea di Catechesi sul tema: “Le verbe s’est fait chair (Jn 1,14) Langage et langages en catéchèse” che ha approfondito la questione del “linguaggio” come “universo simbolico”, come luogo del progressivo divenire umani e della possibilità in questo percorso umano di divenire credenti.

Delle relazioni, che hanno affrontato la tematica da diverse prospettive, riportiamo l’introduzione di Enzo Biemmi, presidente dell’associazione EEC, nella quale sono indicate la scelta del tema e gli obiettivi del congresso.

EEC Malta – Biemmi LINGUAGGIO E LINGUAGGI IN CATECHESI. PROBLEMATICA DEL CONGRESSO EEC 2012

Inoltre proponiamo la relazione d’indole teologica di Salvatore Currò

EEC Malta – Currò LA PAROLA SI è FATTA CARNE … E LA CARNE PARLA. SUL LINGUAGGIO RELIGIOSO IN RAPPORTO ALLA CATECHESI

… e quella di Joe Borg, che mette in luce le sfide che provengono dal mondo dei media al linguaggio religioso

EEC Malta – Borg UN LAVORO IN PROGRESS SUL LINGUAGGIO DELLA FEDE E (O “IN”?) IL LINGUAGGIO DEI MEDIA. ALCUNE QUESTIONI PERTINENTI, PRELIMINARI E DOMANDE


Documento condiviso e tradizione pedagogica salesiana

Il 5 maggio si è svolto all’UPS il tradizionale Seminario di studio organizzato annualmente dall’Istituto di Catechetica della FSE.

Quest’anno il titolo dell’incontro è stato: Documento condiviso e tradizione pedagogica salesiana. “Documento condiviso” è, per ora, il modo di chiamare un testo che sarà pubblicato nel 2013 e che ha l’obiettivo di aggiornare il famoso documento base della catechesi italiana degli anni ’70: Il rinnovamento della catechesi.

Da mesi sta lavorando al progetto la Commissione episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi (CEDAC), che ha promosso a novembre scorso un importante seminario di studi, al quale hanno partecipato anche numerosi docenti dell’UPS. I vescovi si sono messi in atteggiamento di ascolto e così anche l’Istituto di Catechetica ha voluto dare il suo contributo. Nei mesi scorsi i migliori catecheti italiani sono stati invitati a partecipare al seminario o almeno a mandare un contributo di riflessione sulle tematiche, imperniate su tre poli: a) fare catechesi nel contesto della nuova evangelizzazione; b) spunti per riorientare la catechesi quanto a contenuti, linguaggi, strumenti e percorsi; c) i catechisti: pluralità di figure, rinnovamento e formazione. Ne è venuto fuori un corposo dossier di oltre 100 pagine, che è stato inviato a tutti i partecipanti in modo che si potessero documentare in vista del seminario.

Così la trentina di esperti che hanno partecipato al Seminario – tra cui il Direttore dell’Ufficio Catechistico Nazionale, don Guido Benzi, e collaboratori, in rappresentanza di mons. Marcello Semeraro, Presidente della CEDAC – hanno potuto contare su un formidabile strumento di lavoro e difatti, alla fine della giornata, dopo un lavoro intenso, franco e stimolante, la soddisfazione di tutti era palpabile.

Nel Seminario son emersi alcuni aspetti che toccano la necessità di chiarire il vocabolario su catechesi, nuova evangelizzazione e altro; si è richiamata la necessità di un annuncio della verità della fede, attingendo dalla Bibbia ma insieme vedendone lo sviluppo nella tradizione della Chiesa, interpretando il contenuto in termini esistenziali, con una pedagogia del rispetto e promozione della persona concreta, con ciò puntando su una comunicazione che deve essere significativa, liberatrice e adulta; si è accennato al delicato problema della formazione dei catechisti e anche della responsabilità del clero; la catechesi va valutata sui destinatari, che non sono solo i bambini, e alla loro concreta situazione di fede. Agli adulti e alle famiglie occorre badare prioritariamente; si è detto che la catechesi ha da essere curata all’interno della comunità, ma deve tener conto di quanto avviene nell’ambiente di vita dove le persone vivono (il Convegno di Verona insegna); in tale quadro, il dialogo fede e cultura va bene approfondito; all’insegnamento della religione si darà attenzione per quanto offre nell’ordine metodologico al discorso religioso; né si dimenticherà la cosiddetta comunicazione digitale tanto espansa.

Il lavoro non termina qui. Nei prossimi giorni si prevede la consegna alla CEDAC dei risultati conseguiti e soprattutto la continuazione della riflessione, mantenendo una feconda interazione tra il cammino catechistico italiano e le risorse del carisma salesiano, imperniato sulla componente educativa, riguardo al mondo giovanile in particolare popolare e tra i poveri, in un clima di testimonianza e di personalizzazione del rapporto educatore ed educando.