FORUM «IRC»
 
 
3-9 Luglio 2016 - Chianciano Terme (SI)
Corso Residenziale Estivo per Insegnanti di Religione |18.04.2016
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L’Istituto di Catechetica della Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università Pontificia Salesiana sviluppa una pianificazione triennale attorno all’insegnamento della religione nella scuola, di cui è in svolgimento la seconda annualità, nella quale rientra l’iniziativa del presente Corso.


 


La tematica generale del triennio – “Educazione, apprendimento e insegnamento della religione” – è incentrata sull’attività di insegnamento scolastico della religione, accostata con attenzione particolare ad aggiornate questioni scolastiche (relative appunto all’apprendimento) e nel quadro generale di riflessione pedagogica, in modo da offrire un qualificato contributo al decennio in corso, dedicato all’educazione.


La prima annualità della pianificazione è stata dedicata ad osservare la situazione dell’istruzione religiosa (sul triplo versante degli studenti, dei docenti e della disciplina) e a sottolinearne le prospettive educative.


La seconda annualità concentra l’attenzione sulle due situazioni dell’educazione e dell’apprendimento, sempre riferite all’insegnamento della religione. La finalità è quella di tematizzarne in maniera aggiornata la differenza e complementarità, sia in un quadro pedagogico generale, sia in un approccio didattico specifico, per cogliere risorse, apporti, problemi e limiti.


Il tema del Corso residenziale 2016 (“Progetto educativo e IRC”), risponde alla logica del percorso formativo, poiché cerca di evidenziare come il lavoro scolastico –  e quindi l’insegnamento della religione – si muova in un orizzonte di relazioni educative, che vedono protagonisti allievi, insegnanti e la disciplina stessa.


L’insegnamento della religione può svolgere un ruolo originale e critico in un quadro scolastico che va modificandosi e pone l’accento in maniera esigente su questioni a cui viene dato un nome nuovo, ma che non sempre sono novità in senso assoluto. Ecco perché la prospettiva è quella dell’educar-ci nelle situazioni tipicamente scolastiche, facendo eco al tema del Convegno IRC, realizzato nel mese di marzo 2016.


 


2. Obiettivo


Il Corso intende qualificare competenze educativo-didattiche degli Insegnanti di Religione in conformità con quanto indicato dall’Intesa (nn. 4.1. e 4.7.) e dai nuovi profili propri dell’IRC (DPR 11.02.2010; CM 70/03.08.2012; Nota MIUR 31.10.2012), in vista di un attento servizio dell’IRC all’evoluzione della scuola italiana e della pedagogia religiosa.


Si tratta quindi di identificare alcune sfide educative per la scuola e l’IRC e a questo scopo saranno orientate le lezioni frontali, i laboratori e il lavoro on-line attraverso apposita piattaforma organizzata all’interno della Rivista gestita dall’Istituto di Catechetica (www.rivistadipedagogiareligiosa.it).


 


3. Destinatari


            Insegnati di Religione Cattolica di ogni Ordine e Grado scolastico, provenienti da tutte le Diocesi italiane. Questi riceveranno dall’Università Pontificia Salesiana apposita certificazione di frequenza e partecipazione ai fini dell’aggiornamento professionale e riconoscimento da parte del MIUR.


 


4. Metodo


            Il metodo proposto è quello affinato in molti anni di attività di formazione continua per Insegnanti di Religione. Il tempo di 48 ore verrà ripartito in sei giorni residenziali ed assegnato a lezioni frontali e laboratori. A completamento del lavoro in presenza sono previste inoltre 12 ore di lavoro individuale su piattaforma on-line (nella propria sede).


            Le Lezioni frontali, tenute da Docenti e Ricercatori, offriranno uno sviluppo del tema del Corso, secondo i criteri scientifici propri delle aree epistemologica, pedagogica, didattica, biblica, teologica; saranno completate dall’approfondimento diretto in sessione plenaria, secondo modalità consone all’argomento, stabilite dai vari Relatori.


            I Laboratori, guidati da Insegnanti di Religione in servizio, esperti della Disciplina, hanno l’obiettivo di favorire l’approfondimento dei contenuti, a partire da una lettura appropriata delle situazioni scolastiche (Scuola dell’Infanzia/Scuola Primaria – Scuola Secondaria 1° Grado/2° Grado), e di accrescere la competenza teorico-pratica dei docenti, valorizzando il confronto professionale e portando ad una sintesi finale, in cui ogni Ordine di scuola porterà un contributo al tema del Corso.


            Di seguito si offre una descrizione dettagliata ed esaustiva delle modalità di realizzazione del Corso.


 


5. Programma






Giornate di Lavoro






Domenica 3 luglio






18:00 – Inaugurazione del Corso


20:00 – Cena






Lunedì 4 luglio






08.30 – Introduzione


09:00 – R1. J.L. Moral – Il progetto dell’umanizzazione nella scuola


10:30 – Intervallo


11:00 – R2. C. Carnevale – Progetto educativo IRC nelle Indicazioni Nazionali


13:00 – Pranzo


15:00 – Laboratorio


16:30 – Intervallo


17:00 – Laboratorio


20:00 – Cena






Martedì 5 luglio






08.30 – Introduzione


09:00 – R3. M Pellerey – Progettare e sviluppare un curricolo pedagogico-didattico per competenze


10:30 – Intervallo


11:00 – R4. D. Grządziel – Prospettiva antropologica della progettazione educativa e didattica. Analisi critica di alcuni elementi della progettazione


13:00 – Pranzo


15:00 – Laboratorio


16:30 – Intervallo


17:00 – Laboratorio


20:00 – Cena






Mercoledì 6 luglio






08.30 – Introduzione


09:00 – R5. C. Pastore – Costanti educative nella Bibbia


10:30 – Intervallo


11:00 – R6. U. Montisci – Lettura teologico-pastorale del valore educativo della “misericordia”


13:00 – Pranzo


15:00 – Laboratorio esterno: visita culturale


20:00 – Cena






Giovedì 7 luglio






08.30 – Introduzione


09:00 – R7. Z. Formella –Progettare l’intervento psico-educativo sulla base della teoria ecologica di Urie Bronfenbrenner


10:30 – Intervallo


11:00 – R8. G. Cursio – Progetto educativo: sviluppare cambiamento negli studenti


13:00 – Pranzo


15:00 – Laboratorio


16:30 – Intervallo


17:00 – Laboratorio


20:00 – Cena






Venerdì 8 luglio






08.30 – Introduzione


09:00 – R9. M Wierzbicki – Valutare le competenze: linee di interpretazione dell’esperienza religiosa


10:30 – Intervallo


11:00 – R10. G. Usai – L’IRC nel quadro dell’educazione religiosa


13:00 – Pranzo


15:00 – Laboratorio


16:30 – Intervallo


17:00 – Laboratorio


20:00 – Cena


21:00 – Valutazione del Corso






Sabato 9 luglio






08:30 – Introduzione


09:00 – Report conclusivo dei Laboratori


11:00 – Intervallo


11:30 – Conclusione del Corso


13:00 – Pranzo






 


6. Relatori



  • Cristina Carnevale, Insegnante di Religione Scuola Primaria – Roma, Ricercatrice campo educativo/didattico.

  • Giuseppe Cursio, Insegnante di Religione Scuola Secondaria 2° Grado – Roma, Ricercatore campo educativo/didattico.

  • Zbigniew Formella, docente di Psicologia dell’Educazione presso l’UPS.

  • Dariusz Grządziel, docente di Pedagogia Generale presso l’UPS.

  • José Luis Moral, docente di Pedagogia religiosa presso l’UPS.

  • Ubaldo Montisci, docente di Teologia dell’educazione presso l’UPS.

  • Corrado Pastore, docente di Pastorale e Catechesi biblica presso l’UPS.

  • Michele Pellerey, docente emerito di Pedagogia generale presso l’UPS.

  • Giampaolo Usai, Docente Invitato per Pastorale Scolastica – UPS Roma/Insegnante di Religione Scuola Secondaria di 1° Grado – Roma.

  • Mirosław Stanisław Wierzbicki, docente di Pedagogia religiosa presso l’UPS.




7. Coordinatori Laboratori:


Usai Giampaolo, Insegnante di Religione Scuola Secondaria di 1° Grado


Cristina Carnevale, Insegnante di Religione Scuola Primaria.


Giuseppe Cursio, Insegnante di Religione Scuola Secondaria 2° Grado.


Maria Pinella Etzi, Insegnante di Religione Scuola Secondaria 1° Grado.


Renata Gianni, Insegnante di Religione Scuola Secondaria 2° Grado.


 


8. Sede del Corso


Hotel Santa Chiara


Via dei Colli, 50


53042 Chianciano Terme (SI)


 






Il Corso è organizzato ai sensi delle Direttive Ministeriali n. 305 (art. 2 comma 7) dell’1 luglio 1996, n. 156 (art. 1 comma 2) del 26 marzo 1998.


Ai sensi dell’art. 14 comma 1, 2 e 7 del CCNL, rientra nelle iniziative di formazione e aggiornamento progettate e realizzate dalle Agenzie di Formazione riconosciute dal MIUR.


Ai partecipanti sarà rilasciato un attestato di partecipazione. 







 


È stata chiesta l’Autorizzazione alla CEI nel mese di marzo 2016. La  CEI ha introdotto il Progetto al MIUR alla fine dello stesso mese di marzo 2016.


Abbiamo richiesto il finanziamento per 50 persone.


L’Iter presso il MIUR è già iniziato e l’approvazione anche del finanziamento è prevista per fine maggio – inizio giugno 2016.


 


Iscrizioni e informazioni



Segreteria Istituto di Catechetica


Università Pontificia Salesiana


Piazza Ateneo Salesiano, 1


00139 Roma.


Tel. 06 87290651 — 06 87290808


Fax 06 87290.656 


E-mail: catechetica@unisal.it


 Orario di ufficio: Martedì e Giovedì, dalle 8.30 alle 12.00 ore.



 



„ Le iscrizioni al Convegno devono pervenire via Fax o Mail entro il 20 giugno 2016 alla Segreteria dell’Istituto di Catechetica, mediante:



  • Invio della Scheda di Iscrizione elaborata in tutte le sue parti. Si prega di non scrivere a matita.

  • La richiesta di alloggio presso la struttura di Chianciano Terme viene fatta dall’Istituto di Catechetica.


 

SCARICA IL Depliant- CorsoEstivoIRC.2016

 
Disuguaglianze, Giustizia, Equità nel contesto globale
XI CONVEGNO AIS - Verona 10-12 novembre 2016 |19.05.2016
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La sessione intende esplorare, alla luce del più recente dibattito teorico e delle evidenze empiriche a livello internazionale e nazionale, come la dimensione di genere si intrecci con quella religiosa, intervenendo nella definizione identitaria, nei processi di inclusione (o esclusione) delle donne e degli uomini sia nei diversi ambiti delle società nazionali sia al livello globale. L’uso delle categorie analitiche dei «generi» e delle «sessualità» impongono una revisione profonda dal punto di vista storico, teorico e critico dei rapporti tra società e religione anche a seguito dei recenti flussi migratori che sollecitano le ricercatrici e i ricercatori ad interrogarsi sulle diverse esperienze religiose diasporiche che si incontrano, negoziano e si rielaborano nello spazio europeo.

 
Disuguaglianze, Giustizia, Equità nel contesto globale
XI Convegno AIS - Verona 10-12 novembre 2016 |19.05.2016
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Il workshop intende esplorare, nello scenario europeo e nella società italiana, come la variabile “diversità religiosa” intervenga nei diversi contesti educativi (dalla famiglia alla scuola, dall’associazionismo ai media, ecc.), alla luce del più recente dibattito teorico e delle evidenze empiriche.


Si segnalano alcuni interrogativi per orientare la discussione: Quale ruolo svolge l’educazione religiosa nella più ampia educazione alla cittadinanza? Quale tutela per il pluralismo religioso nelle istituzioni scolastico-formative oggi? Che lezione apprendere dalla consolidata esperienza di progetti educativi di dialogo interculturale e interreligioso?


Quale il ruolo svolto dall’associazionismo nei processi di socializzazione religiosa? In che modo si intrecciano identità etniche e appartenenze religiose nelle nuove generazioni? Quale relazioni dei diversi contesti educativi con l’Islam?


VISUALIZZA DEPLIANT:


La dimensione religiosa nei processi educativi. Le sfide del pluralismo tra indifferenza e riconoscimento


 

 
XII FESTIVAL BIBLICO |16.05.2016
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Cos'è il Festival
Il Festival Biblico ha l’obiettivo di far risuonare le Scritture attraverso diversi linguaggi, nei luoghi frequentati dalle persone.

Ha il compito di attualizzare le Scritture per tradurle nella vita quotidiana. È un laboratorio culturale che si rivolge a tutti.

 

Una rassegna dove cultura e spiritualità si fondono

Il Festival Biblico "traduce” la Bibbia attraverso performance artistico-musicali, conversazioni e approfondimenti, mostre e installazioni, anche seguendo canoni non convenzionali e mirando ad avvicinare l’uomo alle Scritture – a prescindere dal proprio credo – per destare le coscienze e provocare un dibattito improntato al bene comune.

È un’esperienza che parla di emozioni, scambio, riflessioni, intenti e relazioni. Che parla di uomini e di Scritture e di quell’incontro tra loro che porta alla ricerca profonda di senso, ai quesiti fondamentali della vita.

La rassegna è articolata nei luoghi di incontro della gente (piazze, strade, chiese, musei…), per coinvolgere un numero sempre più ampio di famiglie, giovani, imprese, istituzioni, comunità religiose e non, organizzazioni culturali, e per generare impatti socioculturali positivi nella società, riportando una traduzione del messaggio biblico aperta e attuale.

 

Un progetto culturale diffuso

Cuore dell’evento è Vicenza, città che ha dato vita all’intero percorso e partecipa con il suo centro storico e con molte sedi della diocesi: Arzignano, Bassano del Grappa, Caldogno, Chiampo, Isola Vicentina, Marola, Montecchio Maggiore, Nove, Piazzola sul Brenta, Quinto Vicentino, San Pietro in Gu, Schio e Valdagno.

Dal 2005 a oggi l’esperienza si è estesa alle città di Verona, Padova, Rovigo e Trento. Un allargamento naturale di ciò che si caratterizza, ogni anno di più, come un evento generativo: di pensiero, di relazioni e di cammino di comunità.

A livello mediatico, la rassegna è diventata da tempo un festival di respiro nazionale molto seguito.

Centinaia di soggetti (religiosi, culturali, imprenditoriali, istituzionali e dei media) trovano nel Festival un denominatore comune di valori, interrogante e coinvolgente, aperto e dialogante, capace di attrarre le positività, le competenze, i talenti e le saggezze che persone di buona volontà mettono a disposizione per divenire comunità, nell’essere e nell’agire.

 

Un Festival che si rivolge a tutti

Adulti e bambini. Studiosi e inesperti. Credenti e non credenti. Che la scoperta della Bibbia avvenga per fede oppure per curiosità, magari per il gusto del bello espresso nell'arte sacra o attratti dal gioco, l'importante è che l'uomo di oggi incontri il Libro che, pur affondando le sue radici lontano dal nostro tempo, rimane tuttavia Parola viva e interpellante.

A quanti si lasciano incuriosire e coinvolgere, il Festival offre la possibilità di confrontarsi con una sinfonia di libri nei quali le microstorie personali e collettive si intrecciano con la storia della salvezza fra Dio e l'umanità. Se è vero che ogni libro assomiglia a uno specchio dell'anima nel quale l'uomo viene rivelato a se stesso, tanto più la lettura della Bibbia può aiutare a ri-trovarsi fin nella profondità della propria interiorità. Arricchisce culturalmente, certo, ma può trasformarsi in una occasione di cambiamento personale. Improvviso e sorprendente.

 


Tema 2016

 


«Non c’è pace senza giustizia, non c’è giustizia senza perdono.»
(Giovanni Paolo II)

 

Ogni anno il Festival sceglie un tema significativo del sentire comune, di un’esigenza valoriale e di discussione forte. Ogni edizione è un nuovo viaggio, diverso dai precedenti. Ecco il tema che animerà la XII edizione del Festival Biblico:


Giustizia e Pace si baceranno
Il titolo scelto per l’edizione 2016 è estratto dal Salmo 85,11 ‘Amore e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno’. Un tema che, attraverso la figura-icona di San Francesco, patrono dell’ecologia ma anche paladino di sentieri di pace, prosegue idealmente il cammino della scorsa edizione sul tema ambiente e cura, e si inserisce nella riflessione dell’anno giubilare.
La Pace – intesa non solo come assenza di guerra – è la più grande questione del nostro tempo. Essa è anche giustizia e dignità umana e passa attraverso la misericordia, che è amore gratuito offerto a chi ha sbagliato. Da questo parte la riflessione del Festival Biblico sulla pace come bene comune fondamentale: la Pace colta nei suoi paradossi, all’interno delle emergenze contemporanee e delle conflittualità sociali, nelle crisi personali e, infine, attraverso la misericordia, come atteggiamento in grado di suscitare la pace nell’intreccio di giustizia e perdono.


Emergono così un polo personale e uno sociale e politico, che definiscono la pace come questione locale e globale, individuale e psicologica, presente e futura con attenzione alla memoria della pace ferita. Lo specifico della pace biblica è l’aspetto personale integrale, ma le pagine della Scrittura fanno emergere anche l’altra polarità fondamentale, cioè la pace come dono di Dio, che l’uomo da sé non può ottenere totalmente. La pace si definisce come un compito sempre a venire. Inoltre le pagine bibliche fanno emergere, soprattutto nelle vicende dei profeti e dello stesso Gesù, il paradosso di una pace per cui bisogna lottare.

 

Le città

Ognuna delle città partecipanti si distingue per un proprio carattere e approccio al tema:
Verona, l’originalità. Dalla mongolfiera adorna di disegni alla Bibbia letta durante una gita in canoa sull’Adige. La Diocesi di Verona declina il tema della rassegna in eventi che riescono a far incontrare le Scritture in modo originale e divertente. Nel cuore della città, durante la manifestazione, alcuni ristoranti ospitano sapori e aromi dell’Antico e Nuovo Testamento, realizzando varianti di "Piatto Biblico”, pietanza preparata secondo le tradizioni culinarie locali.
Padova, il futuro. Bambini, tecnologie e nuovi scenari. La diocesi di Padova privilegia convegni internazionali, nuove tecnologie e eventi per bambini. Un connubio che la pone sempre con uno sguardo avanti a cui sa affiancare grandi eventi di musica e di teatro.
Rovigo, il dialogo. Scienza, fede, ecumenismo, teatro sono alcuni tra i linguaggi attivati a Rovigo, per un'alchimia che privilegia contaminazioni, aggregazione sociale e sorpresa in una città dalle mille potenzialità.
Trento, le arti. Ultima arrivata nel progetto, Trento ha scelto l’esperienza Festival Biblico per allargare i propri confini culturali regionali e lo ha fatto puntando su eventi di qualità che uniscono riflessioni profonde alle arti, cinema e teatro.

 




 

ARTICOLI CORRELATI:


IL FESTIVAL BIBLICO 2016 NEL SEGNO DI SAN FRANCESCO




“Giustizia e pace si baceranno”: è questo il tema scelto per la XII edizione del Festival Biblico, la rassegna culturale sulle Scritture promossa dalla Diocesi di Vicenza e dalla Società San Paolo. 


Dal 19 al 29 maggio 2016, i palazzi, le piazze e le vie di Vicenza, Padova, Verona, Rovigo e Trento, si animeranno, a partire dai molteplici significati della Bibbia. «Il titolo della XII edizione è estratto dal Salmo 85,11 “Amore e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno”, che ci piace molto – spiegano i presidenti, don Roberto Tommasi e don Ampelio Crema –. A fare da collante ideale tra l’edizione di quest’anno e la precedente, è la figura di Francesco d’Assisi, patrono dell’ecologia, ma anche paladino di sentieri di pace. Questo tema ci sembrava il successore perfetto di quello dello scorso anno e la pace, intesa non solo come assenza di guerra, è la più grande questione del nostro tempo».  


A questo proposito, il Coordinamento nazionale degli Enti locali per la pace e i diritti umani, il Centro di Ateneo per i diritti umani e la Cattedra Unesco diritti umani, democrazia e pace dell'Università di Padova, e la Rete della PerugiAssisi, sono da tempo impegnati nella campagna per il riconoscimento internazionale del diritto alla pace come diritto umano fondamentale, condizione necessaria per tutti gli altri diritti umani. 
«Se c’è la pace - continua don Crema -, c’è possibilità di vita buona per tutti. Se non c’è, non c’è possibilità di vita buona per nessuno. La pace è anche giustizia e dignità umana e passa attraverso la misericordia, che è amore gratuito che viene offerto a chi ha sbagliato, tra l’altro al centro dell’anno giubilare indetto da papa Francesco. Siamo consapevoli che la pace è un affare impegnativo e forse anche un po’ rischioso, ma compito delle Sacre Scritture è anche quello di indurre noi tutti a profonde riflessioni». 


Il Festival Biblico 2016 intende offrire una lettura del tema della pace che tenga insieme i vari aspetti nelle diverse forme: bibliche, esegetiche, antropologiche, letterarie, artistiche, musicali e archeologiche indagando, attraverso cinque percorsi culturali, non solo l’aspetto più scontato, quello socio-politico, ma cercando di far emergere questioni locali e globali, individuali e psicologiche, presenti e future, con attenzione alla memoria della pace ferita e a testimonianze importanti. I percorsi sono cinque: Esegesi, teologia e percorsi biblici (Pace come dono/compito); Uomo e società (Pace, giustizia, perdono); Spettacoli e arti (Armonie e caos); Guerre e pace (Testimoni di pace); Luoghi della memoria (Pace in cammino).  





 
editore |11.05.2016
Senza titolo

LE BRETON David e MARCELLI Daniel (Sotto la direzione), Dizionario dell’adolescenza e della giovinezza, Las, Roma 2016, pp. 908.


• Questo Dizionario dell’adolescenza e della giovinezza mediante la sua duplice denominazione e i due co-direttori di pubblicazione, l’uno sociologo, l’altro medico psichiatra, intende restituire l’indispensabile pluralità di sguardi su un «oggetto» che non è meno unico: una persona umana che, abbandonando l’infanzia, è invitata a prendere il proprio posto di adulto.


• Se la «giovinezza» fu una delle prime classi di età ad essere percepita in quanto tale dai primi lavori dei sociologi e degli storici, l’adolescenza, a motivo dalla sua stessa etimologia, fu inizialmente connessa con la pubertà e con la crescita e, di conseguenza, al campo medico-psicologico. Questa tensione tra il sociale/societario e il particolare/individuale viene sentita in modo acuto quando si affronta questa fascia di età. Età dei paradossi, questi giovani e questi adolescenti sconvolgono le abitudini, contestano i limiti, favorendo i tempi dei confronti e degli incontri.


• Grazie alla collaborazione di numerosi specialisti, sociologi, psichiatri, psicanalisti, storici, giuristi, filosofi, ecc., quest’opera propone un panorama il più completo possibile delle problematiche e delle sfide centrate su questo periodo della vita, sia dal punto di vista individuale e familiare che sociale.

 
editore |09.05.2016
galateo_mini
Interventi, contributi, approfondimenti sul tema della 50ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali


 

 

 

 

 





 
  Il decalogo del buon comunicatore

Nel suo Messaggio per la GMCS2016, Papa Francesco dà alcune indicazioni precise per rendere fecondo l’incontro tra comunicazione e misericordia. Alessandro Gisotti, vicecaporedattore della Radio Vaticana, le ha riassunte in un decalogo. 


 





 
  A servizio della fratellanza

Da 50 anni, con i Messaggi per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, la Chiesa ricorda che la comunicazione “serve a creare legami prima ancora che a veicolare messaggi”. La riflessione di don Alessio Graziani, direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali di Vicenza. 


 





 
  Dare spazio a ciò che inferno non è

Il direttore di Tv2000, Lucio Brunelli, condivide con l'agenzia Sir e con tutti noi la sua personale riflessione in vista della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Il Messaggio, afferma, "entra in modo puntuale nei meccanismi malati dell'informazione" e ci indica una via d'uscita possibile.


 





 
  Toccare la nuda terra, comunicare con il Cielo

Anticipiamo la riflessione che don Marco Sanavio, Direttore dell'Ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Padova, ha preparato, in vista della 50ª Giornata mondiale della comunicazioni sociali, per il numero del settimanale diocesano "La Difesa del Popolo" in uscita il 5 maggio.


 





 
  Via l'odio dalle nostre parole

“Far diventare il nostro linguaggio, sia ecclesiale sia professionale sia quotidiano, veicolo di misericordia”. È questa una delle sfide lanciate dal Messaggio per la GMCS 2016: la riflessione di don Fabrizio Casazza, direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali di Alessandria. 


 





 
  Comunicare in modo performativo

Quando si parla di misericordia non basta semplicemente ‘dire’ qualcosa, ma occorre fare quello che si dice. A partire dal Messaggio per la Gmcs 2016, il professor Adriano Fabris ci spiega cosa significa comunicare la misericordia e come farlo in maniera buona ed efficace. 


 





 
  È online il video-commento del Copercom

Il Copercom ha prodotto, con il sostegno dell'Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, un video ispirato al Messaggio del Papa per la prossima Gmcs. La riflessione è stata affidata a Stefania Falasca, editorialista di “Avvenire”. Il video è di Marco Calvarese.


 





 
  Ripensare la responsabilità

I media digitali e sociali hanno portato alla nascita dello “spettautore”. Educare al pensiero critico dunque non basta più. Secondo il massmediologo Pier Cesare Rivoltella, occorre ripensare la responsabilità, nell’accezione “attiva” messa in luce dal Messaggio per la Giornata delle comunicazioni sociali. 


 





 
  Medium e messaggio di comunicazione autentica

Con la misericordia, la comunicazione “si arricchisce di una dimensione nuova: il movimento verticale del chinarsi di Dio, che trasforma una lontananza radicale in prossimità”. Lo sottolinea la sociologa Chiara Giaccardi che approfondisce implicazioni e prospettive di questa “icona rivoluzionaria”.


 





 
  L'isola della misericordia

Gianfranco Rosi si racconta a TV2000. Ecco come nasce “Fuocoammare”, vincitore dell'Orso d'Oro al Festival di Berlino, un film che punta i riflettori su Lampedusa, crocevia di morte e vita, dolore e speranza. Simbolo di accoglienza e solidarietà, nel mare dell’indifferenza. 


 





 
  Cecile: una persona speciale

Per Cecile, 21 anni, la misericordia non solo può essere raccontata con le note di una canzone, ma è un’esperienza concreta, è un volto. Reduce da Sanremo, dove si è presentata tra i Giovani con il brano “N.E.G.R.A.”, la cantante si racconta ai microfoni di In Blu Radio. 


 





 
  Irene Fornaciari: nei panni degli altri

“Le canzoni non cambiano il mondo, ma aiutano a riflettere”. Con “Blu”, Irene Fornaciari, ha portato al Festival di Sanremo il dramma dei migranti. Ai microfoni di InBlu Radio spiega come anche con un brano musicale si possa sensibilizzare. E parlare di misericordia. 


 





 
  Enrico Ruggeri: la poesia della ‘pietas’

Anche nella musica c’è spazio per comunicare la misericordia. O meglio “quella che i latini chiamavano 'pietas', cioè l’attenzione e pietosa solidarietà verso quelli che rimangono indietro”, dice Enrico Ruggeri, cantautore di successo ai microfoni di InBlu Radio. 


 





 
  Col coraggio delle nostre idee

Avvenire ha chiesto al Presidente della FISC, Francesco Zanotti, una riflessione sul Messaggio per la GMCS. Ve lo proponiamo. "Essere 'per' e non 'contro'. Parlare in positivo, evitare il sensazionalismo tanto per sbalordire. Per adottare questi atteggiamenti ci vuole coraggio"


 





 
  Tony Renis: “La misericordia fa star bene”

InBlu Radio ha raccolto la riflessione di Tony Renis, celebre cantautore, attore e produttore discografico italiano, sul tema della prossima GMCS. “Papa Francesco – ha detto Renis - insegna la misericordia perché lui per primo lo è: dobbiamo sforzarci di essere misericordiosi perché la misericordia ci rende più umani e ci fa sentire meglio…”


 


Per agire .. 



Proposte operative per leggere il tema della 50ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali con gli occhi del cinema e della musica, della letteratura e dell'arte.







 
  Spiritualità e misericordia 2.0

Mercoledì 4 maggio, alle 18.30, ultimo appuntamento del ciclo organizzato insieme a WeCa. Suor Maria Antonia Chinello, della Pontificia Facoltà di Scienze dell’educazione “Auxilium”, rifletterà su come comunicare la fede tra i cristiani di oggi, nell’ambiente digitale.


 





 
  Resistere, pazientemente

Kolia, che con la sua dignità resiste alle aggressioni dei potenti senza perdere la speranza, è il protagonista di Leviathan (2015), il film scelto dalla Commissione Nazionale Valutazione Film della CEI - Fondazione Ente dello Spettacolo per riflettere sull’opera di misericordia “Sopportare pazientemente le persone moleste”. 


 





 
  Formarsi alla comunicazione e alla misericordia

Ascolto, confronto e pratica: anche quest’anno il Messaggio per la GMCS sarà al centro delle Giornate Salesiane di Comunicazione. L’iniziativa, giunta alla quinta edizione, si svolgerà il 29 e il 30 aprile all’Università Pontificia Salesiana di Roma. 


 





 
  In un film, il coraggio del perdono

“Philomena” (2013) di Stephen Frears, è l'incisivo ritratto di una donna resa libera dalla fede, scelto dalla Commissione Nazionale Valutazione Film - Fondazione Ente dello Spettacolo per riflettere sull'opera di misericordia “Perdonare le offese ricevute”.


 





 
  “Buone maniere” online: quinta diretta WeCa

Mercoledì 27 aprile, alle 18.30, quinto appuntamento del ciclo organizzato insieme a WeCa. Il prof. Adriano Fabris dell’Università di Pisa discuterà con noi sull'etica in rete: principi di “buona educazione”, per un web pienamente umano.


 





 
  Il Messaggio in un videoclip

È disponibile online "Comunicazione e misericordia", il video lanciato in occasione della Settimana della comunicazione, l’evento promosso dalla Famiglia Paolina in programma dal primo all’otto maggio nella diocesi di Arezzo-Cortona-San Sepolcro. 


 





 
  Cittadinanza digitale: terza diretta Weca

Mercoledì 20 aprile, alle 18.30, quarto appuntamento del ciclo organizzato insieme a WeCa. Il prof. Luigi Ceccarini dell’Università di Urbino si soffermerà sul tema della cittadinanza digitale, con un particolare riferimento al bene comune nel cyberspazio. 


 





 
  Gli spazi della misericordia

Sul canale Youtube dell’Università Gregoriana è disponibile il video della conferenza tenuta dalla dott.ssa Maria Teresa Gigliozzi, ricercatore di Storia dell'arte medievale all'Università degli Studi di Macerata, sul tema "La 'Casa di Dio': gli spazi della misericordia nell'architettura medievale".


 





 
  La via dell'inclusione

Una vita accanto agli ultimi: il ritratto di Jorge Mario Bergoglio in “Chiamatemi Francesco” (2015), scelto dalla Commissione Nazionale Valutazione Film della CEI - Fondazione Ente dello Spettacolo per riflettere sull’opera di misericordia “Consolare gli afflitti”. 


 





 
  I tempi della misericordia

Ultimo appuntamento con “Vedere l’invisibile”, l’iniziativa promossa dalla Pontificia Università Gregoriana per scoprire come l'arte cristiana può condurci al senso profondo delle cose. Il 18 aprile è in programma la conferenza della prof.ssa Barbara Aniello di cui diamo qualche anticipazione. 


 





 
  Il potere della comunicazione politica

Mercoledì 13 aprile, alle 18.30, terzo appuntamento del ciclo organizzato insieme a WeCa. Il prof. Paolo Mancini dell’Università di Perugia approfondirà i temi della comunicazione politica e dell’opinione pubblica. 


 





 
  Misericordia e cultura

Raccontare le opere di misericordia spirituale. È l’obiettivo del ciclo di incontri organizzato a Brescia in collaborazione con la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il 12 aprile il primo appuntamento su “consigliare i dubbiosi”. 


 





 
  Resistere allo smarrimento sociale

La storia di Thierry e la sua lotta per la dignità in un mondo del lavoro sempre più spietato sono al centro del film La legge del mercato (2015) di Stéphane Brizé proposto dalla Commissione Nazionale Valutazione Film - Fondazione Ente dello Spettacolo per riflettere sull’opera di misericordia “ammonire i peccatori”. 


 





 
  Dal silenzio… al canto del Miserere

Nuovo appuntamento con “Vedere l’invisibile”, l’iniziativa promossa dalla Pontificia Università Gregoriana per scoprire come l'arte cristiana può condurci al senso profondo delle cose. L’11 aprile è in programma la conferenza del Prof. Giorgio Monari, che qui anticipa qualche idea.


 





 
  La concretezza della misericordia

Né ideologia né speculazione filosofica: per comprendere meglio cosa è la misericordia e quanto ha a che fare con la vita reale, Alessandro Zaccuri ci guida alla scoperta di due testi del cardinale Walter Kasper. 





 








 
50° Giornata mondiale per le comunicazioni sociali - 8 maggio |02.05.2016
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Nel suo messaggio per la 50° Giornata mondiale per le comunicazioni sociali, Papa Francesco, nell'anno del Giubileo straordinario, invita a riflettere sul rapporto tra comunicazione e misericordia.
Per comprendere meglio e concretizzare le numerose indicazioni che il Papa offre nel suo Messaggio, l'Associazione WebCattolici Italiani (WeCa), in collaborazione con l'Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, propone dal 30 marzo al 4 maggio 2016 sei incontri in diretta streaming con esperti in materia di educazione, politica, società e pastorale, sullo stile degli incontri de "La Rete: come viverla?" trasmessi nel 2014. 


Questi sei brevi 'dialoghi', condotti dal giornalista di TV2000 Fabio Bolzetta, serviranno a capire come, sull?esempio di Papa Francesco, sia possibile rendere più autentica ogni nostra comunicazione.
Ecco, data per data, i nomi degli ospiti (ulteriori dettagli nell'allegato a questa pagina): 


30 marzo
"Comunicare significa condividere", Pier Cesare Rivoltella, CREMIT - Università Cattolica del Sacro Cuore
» VIDEO » Sintesi dell'incontro
 
6 aprile
"Tra cyber-bullismo e cyber-educazione", Maria Filomia - Università di Perugia
» VIDEO » Sintesi dell'incontro


13 aprile 
"Comunicazione politica e opinione pubblica",  con Paolo Mancini - Università di Perugia
» VIDEO  » Sintesi dell'incontro
 
20 aprile
"Cittadinanza digitale: responsabilità e bene comune", con Luigi Ceccarini - Università di Urbino
» VIDEO  » Sintesi dell'incontro
 
27 aprile
"Un'etica possibile per una comunicazione che cambia" con Adriano Fabris - Università di Pisa
» VIDEO  » Sintesi dell'incontro
 
4 maggio
"Comunicare la fede tra i cristiani del 2016" con suor Maria Antonia Chinello - Pontifica Facoltà di Scienze dell’educazione Auxilium
» Link al prossimo incontro


Gli incontri, accessibili a tutti, sono una preziosa opportunità di approfondimento e di formazione per gli operatori di pastorale nelle diocesi, nelle associazioni e nelle parrocchie, per insegnanti ed educatori, per chi è impegnato nella politica e nel terzo settore e per tutti coloro che a vario titolo si spendono nel mondo della comunicazione.


Gli incontri saranno trasmessi in diretta streaming sul canale Youtube www.youtube.com/webcattolici, sul sito www.weca.it e su quello della Gmcs2016, sulla pagina Facebook www.facebook.com/webcattolici.
L'appuntamento è per ogni mercoledì, da Pasqua fino alla Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali.
Ogni incontro inizierà alle ore 18.30 per concludersi alle 18.55.
È possibile intervenire in diretta inviando domande all'indirizzo incontri@webcattolici.it, commentando sulla pagina Facebook di WeCa e su Twitter con l'hashtag #incontriweca.
Non serve alcuna prenotazione: è utile però manifestare il proprio interesse inviando una mail all?indirizzoincontri@webcattolici.it per venire informati durante tutta la durata della proposta.
Tutti i dialoghi saranno resi immediatamente disponibili dopo la loro messa in onda sul sito e sui profili social di WeCa per poter essere seguiti in differita.

 
festa del 1° maggio |02.05.2016
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«Il dato prevalente è che il lavoro in Italia manca». Parte da questa constatazione il Messaggio per il 1° maggio firmato dalla Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro della CEI.
Il tempo di crisi che stiamo attraversando rischia di rendere tutti incapaci «di fermarci e tendere la mano a chi è rimasto indietro» scivolando «nel disinteresse per il destino dei nostri fratelli».
Oggi più che mai – secondo i Vescovi – «c’è quindi bisogno di educare al lavoro», che «deve tornare a essere luogo umanizzante, uno spazio nel quale comprendiamo il nostro compito di cristiani, entrando in relazione profonda con Dio, con noi stessi, con i nostri fratelli e con il creato».
La dimensione educativa del lavoro – si legge ancora nel testo – «va ritrovata anche all’interno delle istituzioni formative, facendo in modo che scuola e lavoro siano due esperienze che si intrecciano e interagiscono: i giovani devono poter fare esperienze professionali il prima possibile, così da non trovarsi impreparati una volta terminati gli studi».
L’ultima denuncia è quella della profonde disuguaglianze tra il Nord e il Sud del Paese: «senza un Meridione sottratto alla povertà e alla dittatura della criminalità organizzata – è la conclusione del Messaggio – non può esserci un Centro-Nord prospero».

Guarda le iniziative diocesane per la festa dei lavoratori.



 
Esortazione Apostolica post-sinodale del Santo Padre Francesco |13.04.2016
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Lo scorso 8 aprile si è tenuta la Conferenza Stampa per la presentazione dell’Esortazione Apostolica post-sinodale del Santo Padre Francesco “Amoris laetitia”, sull’amore nella famiglia.


  



Intervento del Card. Lorenzo Baldisseri


Intervento del Card. Christoph Schönborn, O.P.


Intervento dei coniugi Prof. Francesco Miano e Prof.ssa Giuseppina De Simone


Alle ore 11.30 di questa mattina, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, si tiene la Conferenza Stampa di presentazione dell’Esortazione Apostolica post-sinodale del Santo Padre Francesco “Amoris laetitia”, sull’amore nella famiglia.


Intervengono l’Em.mo Card. Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi; l’Em.mo Card. Christoph Schönborn, O.P., Arcivescovo di Wien; i coniugi Prof. Francesco Miano, Docente di Filosofia Morale presso l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata e Prof.ssa Giuseppina De Simone in Miano, Docente di Filosofia presso la Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale di Napoli; S.E. Mons. Fabio Fabene, Sotto-Segretario del Sinodo dei Vescovi.


Riportiamo di seguito i testi degli interventi del Cardinale Baldisseri, del Cardinale Schönborn e dei coniugi Miano:


Intervento del Card. Lorenzo Baldisseri


Testo in lingua italiana


Traduzione in lingua inglese


Traduzione in lingua francese


Testo in lingua italiana


Nel Giubileo della Misericordia


Sono lieto e onorato di presentare oggi l’Esortazione Apostolica Post-sinodale Amoris laetitia che Papa Francesco ha firmato il 19 marzo scorso, Solennità di San Giuseppe, e che oggi si rende pubblica. Anzitutto mi è gradito esprimere viva riconoscenza al Santo Padre, per aver donato alla Chiesa il prezioso documento sull’amore nella famiglia. Ringrazio inoltre tutti coloro che a vario titolo hanno offerto il loro contributo; in particolare i Padri sinodali delle due Assemblee, il Relatore Generale e al Segretario Speciale, il Pontificio Consiglio per la famiglia e il suo Presidente.


È significativo che Amoris laetitia esca in pieno Giubileo della Misericordia: il testo vi fa riferimento tre volte e cita direttamente la Bolla di Indizione sei volte. Il documento corona il lavoro biennale del Sinodo, la cui grande riflessione ha investito tutte le dimensioni dell’istituto familiare, che oggi risente di una forte crisi nel mondo intero. Le società umane, segnate da conflitti e violenze, hanno bisogno di riconciliazione e di perdono a cominciare dal loro nucleo vitale: la famiglia. Il Giubileo della misericordia è davvero una buona notizia per le famiglie di ogni continente, specialmente per quelle ferite e umiliate.


Il titolo


Il titolo Amoris laetitia è in piena continuità con l’Esortazione Apostolica Evangelii gaudium: dalla gioia del Vangelo alla gioia dell’amore nella famiglia. Il cammino sinodale ha presentato la bellezza della famiglia parlando dell’amore: esso costituisce il fondamento dell’istituto familiare, perché Dio è amore tra Persone, è Trinità e non solitudine. In questo documento il Santo Padre approfondisce il «Vangelo del matrimonio e della famiglia» (AL, 89) e offre concreti orientamenti pastorali che, nella continuità, acquistano un valore e una dinamica nuova.


«L’insieme degli interventi dei Padri, che ho ascoltato con costante attenzione, mi è parso un prezioso poliedro» (AL, 4) – scrive il Santo Padre, riprendendo la figura geometrica già impiegata in Evangelii gaudium (cf. 236). Infatti, il risultato del lavoro sinodale dei Padri raccoglie la pluralità delle esperienze e dei punti di vista delle Chiese particolari. Il confronto tra opinioni diverse è avvenuto con libertà e franchezza, che ha permesso di pervenire ad un risultato quasi unanimemente condiviso.


Il principio secondo il quale «il tempo è superiore allo spazio» (EG, 222-225; AL, 3, 261) indica che occorre tempo ed esistono modalità diverse mediante le quali trovare soluzioni più adatte alle differenti situazioni. Al riguardo, l’Esortazione dice: «Nella Chiesa è necessaria una unità di dottrina e di prassi, ma ciò non impedisce che esistano diversi modi di interpretare alcuni aspetti della dottrina o alcune conseguenze che da essa derivano» (AL, 3). Ad esempio, il testo fa riferimento a tre situazioni emblematiche in cui il trascorrere del tempo è necessario: nella preparazione al matrimonio (cf. AL, 205-216); nell’educazione dei figli (cf. AL, 261); nel superamento del lutto in famiglia (cf. AL, 255).


La chiave di lettura


In pieno accordo con il tempo giubilare che la Chiesa sta vivendo, l’adeguata chiave di lettura del documento è «la logica della misericordia pastorale» (AL, 307-312). Il Santo Padre afferma chiaramente la dottrina sul matrimonio e la famiglia, specialmente nel cap. III, e la propone come ideale irrinunciabile. Riferendosi ai giovani, egli afferma: «Per evitare qualsiasi interpretazione deviata, ricordo che in nessun modo la Chiesa deve rinunciare a proporre l’ideale pieno del matrimonio, il progetto di Dio in tutta la sua grandezza. […] Oggi, più importante di una pastorale dei fallimenti è lo sforzo pastorale per consolidare i matrimoni e così prevenire le rotture» (AL, 307). D’altra parte, il papa non dimentica di rivolgere la sua attenzione alle fragilità delle famiglie e persino al loro fallimento, e riprende un passo di Evangelii gaudium (n. 44): «“senza sminuire il valore dell’ideale evangelico, bisogna accompagnare con misericordia e pazienza le possibili tappe di crescita delle persone che si vanno costruendo giorno per giorno”, lasciando spazio alla “misericordia del Signore che ci stimola a fare il bene possibile”» (AL, 308).


La struttura


L’Esortazione è composta di nove capitoli, suddivisi in 325 numeri, con 391 note, e la preghiera finale alla Santa Famiglia. Il Santo Padre spiega lo sviluppo del documento (cf. AL, 6): l’ouverture, ispirata alla Sacra Scrittura (cap. I), dà il tono adeguato al documento, per passare poi a considerare la situazione attuale delle famiglie (cap. II), alla luce dell’insegnamento della Chiesa sul matrimonio e la famiglia (cap. III). All’amore nel matrimonio (cap. IV), che diventa fecondo nella famiglia (cap. V), spetta il posto centrale nel documento. Seguono alcuni orientamenti pastorali per costruire famiglie solide e feconde, secondo il piano di Dio (cap. VI), e per fortificare l’educazione dei figli (cap. VII). Il capitolo VIII è un invito alla misericordia e al discernimento pastorale di fronte a situazioni che non rispondono pienamente all’ideale che il Signore propone. L’Esortazione si conclude con alcune linee di spiritualità familiare (cap. IX).


Nell’introduzione, Papa Francesco stesso spiega la ragione della inevitabile estensione del testo. La riflessione del cammino sinodale ha fatto sì che l’Esortazione Apostolica post-sinodale comprendesse non solo le questioni strettamente inerenti alla famiglia, ma anche molti e diversi temi. La lunghezza e l’articolazione del testo richiede una lettura non affrettata, non necessariamente continua, anche a seconda dell’interesse dei diversi lettori (cf. AL, 7).


Le fonti


Amoris laetitia è una ulteriore eminente espressione del pontificato di papa Francesco; rappresenta una splendida sintesi e proiezione verso ulteriori orizzonti. La base fondamentale dell’Esortazione è costituita dai documenti conclusivi delle due Assemblee sinodali sulla famiglia: 52 citazioni della Relatio Synodi 2014 e 84 della Relatio finalis 2015, per un totale di 136. In tal modo il Santo Padre attribuisce una grande importanza al lavoro collegiale e sinodale, accogliendolo e integrandolo.


Inoltre, il testo è corredato di numerosi riferimenti ai Padri della Chiesa (San Leone Magno e Sant’Agostino), ai teologi medioevali e moderni (San Tommaso, citato 19 volte; San Domenico; Beato Giordano di Sassonia; Alessandro di Hales; Sant’Ignazio di Loyola, 3 volte; San Roberto Bellarmino; San Giovanni della Croce); agli autori contemporanei (Joseph Pieper, Antonin Sertillanges, Gabriel Marcel, Erich Fromm, Santa Teresa di Lisieux, Dietrich Bonhoeffer, Jorge Luis Borges, Octavio Paz, Mario Benedetti, Martin Luther King). Tra i documenti pontifici dei predecessori vengono citati, ad esempio: Casti connubii di Pio XI; Mystici Corpori Christi di Pio XII; Humanae vitae del Beato Paolo VI (2 volte + 4 volte in altri documenti citati nel testo); le Catechesi sull’amore umano (23 volte) e Familiaris consortio (21 volte + 6) di San Giovanni Paolo II; Deus Caritas Est di Benedetto XVI (9 volte + 1). Il Concilio Vaticano II viene citato ben 22 volte + 6; il Catechismo della Chiesa Cattolica 13 volte + 2. Inoltre, oltre a 16 + 1 citazioni di Evangelii gaudium, spiccano le Catechesi sulla famiglia di papa Francesco pronunciate in occasione delle udienze generali, che vengono citate 50 volte. Infine, vengono citati 12 volte altri Documenti della Santa Sede e 10 volte Documenti di Conferenze Episcopali.


Degne di nota sono le espressioni che il Santo Padre usa per attribuire rilevanza al lavoro condotto per due anni dai Vescovi di tutto il mondo con le loro Chiese, quando dice: «sostengo» (AL, 297), «accolgo» (AL, 299), «considero molto appropriato» (AL, 302). Sono una ventina le volte in cui nel testo l’Autore si riferisce esplicitamente al Sinodo o ai Padri sinodali.


Alcuni punti salienti


1) Il documento porge uno sguardo positivo sulla bellezza dell’amore coniugale e sulla famiglia, in un’epoca di crisi globale di cui soffrono principalmente le famiglie. Lo spazio dedicato all’amore e alla sua fecondità, in particolare nei capitoli IV-V, rappresenta un contributo originale, sia per il contenuto generale sia per il modo di esporlo. Ogni espressione dell’amore nell’inno alla carità di San Paolo (cf. 1Cor 13,4-7) è una meditazione spirituale ed esistenziale per la vita degli sposi, tratteggiata con sapiente introspezione, propria di un’esperta guida spirituale, che conduce alla crescita nella carità coniugale.


2) Al Vescovo è affidato il compito di condurre il Popolo di Dio, sull’esempio di Gesù buon Pastore che «chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori» (Gv 10,3). Il servizio pastorale del Vescovo comporta anche l’esercizio del potere giudiziale che, attraverso i due Motu Proprio Mitis iudex Dominus Iesus e Mitis et misericors Iesus, il Santo Padre ha così definito: «Attraverso di essi ho anche voluto “rendere evidente che lo stesso Vescovo nella sua Chiesa, di cui è costituito pastore e capo, è per ciò stesso giudice tra i fedeli a lui affidati”» (AL, 244). Ne consegue che il Vescovo, attraverso presbiteri e operatori pastorali adeguatamente preparati, disponga servizi appropriati per coloro che sono in condizioni di disagio familiare, di crisi e di fallimento.


3) Come ogni pastore, Papa Francesco rivolge la sua sollecitudine paterna alla «innumerevole varietà di situazioni concrete» (AL, 300). Pertanto, egli afferma: «è comprensibile che non ci si dovesse aspettare dal Sinodo o da questa Esortazione una nuova normativa generale di tipo canonico, applicabile a tutti i casi» (ib.). Dal momento che – come il Sinodo ha affermato – «il grado di responsabilità non è uguale in tutti i casi», occorre procedere con «un responsabile discernimento personale e pastorale dei casi particolari» (ib.).


I battezzati che vivono in una seconda unione devono essere integrati e non esclusi. L’Esortazione al riguardo è molto chiara: «La loro partecipazione può esprimersi in diversi servizi ecclesiali: occorre perciò discernere quali delle diverse forme di esclusione attualmente praticate […] possano essere superate» (AL, 299).


Per accompagnare e integrare le persone che vivono in situazioni cosiddette “irregolari” è necessario che i pastori le guardino in faccia una per una. Il documento dice: «I presbiteri hanno il compito di “accompagnare le persone interessate sulla via del discernimento secondo l’insegnamento della Chiesa e gli orientamenti del Vescovo”» (AL, 300). In questo processo di discernimento «sarà utile fare un esame di coscienza, tramite momenti di riflessione e di pentimento. I divorziati risposati dovrebbero chiedersi come si sono comportati verso i loro figli quando l’unione coniugale è entrata in crisi; se ci sono stati tentativi di riconciliazione; come è la situazione del partner abbandonato; quali conseguenze ha la nuova relazione sul resto della famiglia e la comunità dei fedeli; quale esempio essa offre ai giovani che si devono preparare al matrimonio» (ib.).


Il discernimento avviene attraverso il «colloquio col sacerdote, in foro interno, [che] concorre alla formazione di un giudizio corretto su ciò che ostacola la possibilità di una più piena partecipazione alla vita della Chiesa e sui passi che possono favorirla e farla crescere» (ib.).


4) Nella prospettiva del compimento dell’ideale del matrimonio, l’Esortazione ha innanzitutto messo in grande rilievo la preparazione dei fidanzati al sacramento, al fine di fornire «loro gli elementi necessari per poterlo ricevere con le migliori disposizioni e iniziare con una certa solidità la vita familiare» (AL, 207). Il Papa afferma che, in questa preparazione, occorre attingere alle «convinzioni dottrinali» e alle «preziose risorse spirituali» della Chiesa, come anche ricorrere a «percorsi pratici, consigli ben incarnati, strategie prese dall’esperienza, orientamenti psicologici» (AL, 211).


L’Esortazione indica, inoltre, la necessità che questo cammino prosegua anche dopo la celebrazione, specialmente nei primi anni di vita coniugale. Ai giovani sposi il Papa ricorda che «il matrimonio non può intendersi come qualcosa di concluso. […] Lo sguardo si rivolge al futuro che bisogna costruire giorno per giorno con la grazia di Dio» (AL, 218).


5) Il documento ricorda che «i Padri hanno anche considerato la situazione particolare di un matrimonio solo civile o, fatte salve le differenze, persino di una semplice convivenza in cui, “quando l’unione raggiunge una notevole stabilità attraverso un vincolo pubblico, è connotata da affetto profondo, da responsabilità nei confronti della prole, da capacità di superare le prove, può essere vista come un’occasione da accompagnare nello sviluppo verso il sacramento del matrimonio”» (AL, 293).


6) Nell’accompagnare le fragilità e curare le ferite, il principio della gradualità nella pastorale riflette la pedagogia divina: come Dio si prende cura di tutti i suoi figli, a cominciare dai più deboli e lontani, così «la Chiesa si volge con amore a coloro che partecipano alla sua vita in modo imperfetto» (AL, 78), poiché tutti devono essere integrati nella vita della comunità ecclesiale (cf. AL, 297). Il Papa afferma, infatti, che «nessuno può essere condannato per sempre, perché questa non è la logica del Vangelo!» (ib.).


Non limitandosi alle situazioni cosiddette “irregolari”, l’Esortazione, quindi, dischiude l’ampio orizzonte della grazia immeritata e della misericordia incondizionata per «tutti, in qualunque situazione si trovino» (ib.).


Di fronte ai grandi avvenimenti che sconvolgono il mondo odierno, si scopre la grandezza di Dio e il suo amore per l’uomo che, ferito costantemente, ha bisogno di essere accolto e curato da Cristo, buon samaritano dell’umanità. Dalla consapevolezza che Dio offre e regala misericordia e che «la città dell’uomo non è promossa solo da rapporti di diritti e di doveri, ma ancor più e ancor prima da relazioni di gratuità, di misericordia e di comunione» (CV, 6), emerge la necessità di oltrepassare l’orizzonte umano della giustizia con uno scatto, un salto in avanti. Questo viene soltanto dall’amore, che diventa misericordioso dinanzi alle fragilità umane, ed è capace di infondere coraggio e speranza. In tale contesto si colloca l’Esortazione Apostolica, che con questa espressione tocca il cuore del Vangelo e risana quello dell’uomo ferito: «la misericordia è la pienezza della giustizia e la manifestazione più luminosa della verità di Dio» (AL, 311).


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